Onlus per anziani e disabili “svuotata”: imprenditore ai domiciliari, sequestro da 644mila euro
- 24 feb
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24 FEB - CATANZARO – Un’inchiesta del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro ha portato alla luce presunte condotte distrattive ai danni di una Onlus della provincia, attiva nei servizi di riabilitazione e assistenza socio-sanitaria per anziani e persone con disabilità e oggi in liquidazione giudiziale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’ente sarebbe stato progressivamente svuotato delle proprie attività operative attraverso la costituzione di una “newco”, amministrata da un imprenditore palermitano per il quale il Gip del Tribunale di Catanzaro ha disposto gli arresti domiciliari e il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali o professionali.
Le indagini avrebbero accertato uno stato di insolvenza già dal 2016, con un accumulo di passività tributarie e previdenziali che, fino al 2023, avrebbe superato i 19 milioni di euro.
A ridosso della liquidazione giudiziale, sarebbe stata costituita una nuova società partecipata al 51% da una S.p.A. siciliana riconducibile all’imprenditore coinvolto. Alla newco sarebbe stato trasferito il complesso aziendale della Onlus, inclusi gli accreditamenti con il Servizio sanitario regionale, senza previsione di corrispettivi per quattro anni. Il valore dell’operazione è stato stimato in circa 4,2 milioni di euro.
All’imprenditore vengono contestati i reati di bancarotta fraudolenta distrattiva e autoriciclaggio. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato un presunto drenaggio di liquidità dalla newco verso la S.p.A. siciliana, in assenza di valide ragioni economiche.
Il giudice ha disposto il sequestro preventivo della newco e un sequestro finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di oltre 644mila euro, somma ritenuta corrispondente agli utili realizzati nel 2022 e 2023 dalla gestione del ramo d’azienda trasferito.
Alla nuova società è stato inoltre contestato l’illecito amministrativo previsto dall’articolo 25-octies del decreto legislativo 231/2001 in materia di responsabilità degli enti.
L’inchiesta è tuttora in corso e resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.



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