Prodotti contraffatti e non sicuri sul Tirreno Cosentino: sequestrati 380mila articoli e multe per 50mila euro
- 9 mag
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09 MAG - COSENZA – Maxi operazione della Guardia di Finanza sul Tirreno Cosentino contro la vendita di prodotti contraffatti e non conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa nazionale ed europea. I finanzieri della Compagnia di Paola e delle Tenenze di Scalea, Cetraro e Amantea hanno sequestrato complessivamente circa 380mila articoli destinati alla vendita al dettaglio.
Nel mirino dei controlli sono finiti accessori di bigiotteria, prodotti per la cura e l’ornamento della persona, oltre a kit creativi con perline destinati ai bambini per la realizzazione di collane e bracciali. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, gli articoli risultavano privi dei requisiti di sicurezza e delle informazioni obbligatorie previste per la tutela dei consumatori.
Nel corso dell’operazione è stato inoltre eseguito un sequestro penale di oltre 300 prodotti tra giocattoli e capi di abbigliamento riportanti marchi contraffatti riconducibili a note aziende del settore.
I controlli sono stati intensificati in occasione delle festività del 25 aprile, del Primo Maggio e della festa patronale di San Francesco di Paola, con verifiche effettuate sia nei punti vendita del Tirreno Cosentino sia nei confronti di venditori ambulanti.
Tre persone sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Paola per violazioni legate al Codice del Consumo, mentre sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore ai 50mila euro.
Secondo la Guardia di Finanza, gran parte della merce sequestrata era priva delle indicazioni obbligatorie in lingua italiana, dei dati relativi a importatore e distributore, dell’origine dei prodotti o della corretta composizione dei materiali utilizzati. In altri casi, le caratteristiche dichiarate sulle confezioni non corrispondevano a quelle effettive.
Le Fiamme Gialle sottolineano come la commercializzazione di prodotti non conformi rappresenti non solo una forma di concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari, ma anche un potenziale rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori, soprattutto dei più piccoli.



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