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Reggio Calabria, confisca definitiva da oltre 2,7 milioni a imprenditore condannato per associazione mafiosa

  • 1 giorno fa
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08 LUG - REGGIO CALABRIA – La Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento di confisca definitiva di beni per un valore complessivo superiore a 2,7 milioni di euro nei confronti di un imprenditore reggino operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, condannato in via definitiva a otto anni di reclusione per associazione di tipo mafioso.


La misura è stata disposta dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria al termine degli accertamenti patrimoniali svolti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria su delega della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento rappresenta l’epilogo, sotto il profilo patrimoniale, delle indagini sviluppate nell’ambito dell’operazione “Il Padrino”.


Secondo quanto accertato in sede giudiziaria, l’imprenditore era organicamente inserito nella cosca Tegano della ’ndrangheta. Le indagini, basate sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, attività di osservazione e intercettazioni, hanno ricostruito un rapporto consolidato con il sodalizio criminale risalente alla seconda guerra di ’ndrangheta, nella seconda metà degli anni Ottanta.


In quel periodo l’uomo avrebbe ricoperto il ruolo di autista personale di Giovanni Tegano, accompagnandolo anche a incontri riservati tra esponenti della criminalità organizzata. Un incarico che, secondo gli investigatori, testimoniava un rapporto di particolare fiducia e fedeltà all’interno dell'organizzazione mafiosa.


Le attività investigative hanno inoltre evidenziato il suo ruolo di collegamento con altre articolazioni della ’ndrangheta della provincia reggina, in particolare nell’area ionica, oltre alla funzione di intermediario nella gestione dei contatti destinati ai vertici della cosca. Gli inquirenti hanno infine sottolineato come il rapporto con l’organizzazione fosse rafforzato anche da vincoli familiari, essendo l’imprenditore nipote acquisito del capo cosca.


Il provvedimento di confisca, richiesto dalla Procura Generale di Reggio Calabria, riguarda l’intero patrimonio aziendale di una società attiva nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, nove terreni situati nel territorio di Reggio Calabria, tre fabbricati – due in provincia di Catanzaro e uno nel Reggino – circa 110 mila euro in contanti e tutti i rapporti bancari, finanziari e assicurativi riconducibili al destinatario della misura.


Con la confisca definitiva si conclude il percorso giudiziario finalizzato all’aggressione dei patrimoni ritenuti frutto o reimpiego di attività illecite, uno degli strumenti centrali nella strategia di contrasto alla criminalità organizzata.

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