Rende, allarme inquinamento nel canale Emoli: resta il divieto di utilizzo delle acque
- 4 giorni fa
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17 GIU - RENDE (CS) – Proseguono le verifiche sul presunto inquinamento del canale Emoli dopo l’allarme lanciato dal Consorzio di Bonifica della Calabria e l’ordinanza emanata dal sindaco Sandro Principe che, dal 12 giugno scorso, ha disposto il divieto di utilizzo delle acque del corso d’acqua a scopo precauzionale.
Per affrontare la situazione e individuare le possibili cause della contaminazione, l’Amministrazione comunale ha convocato un tavolo tecnico che si è svolto il 16 giugno presso il Municipio di Rende, coinvolgendo i rappresentanti del Comune, del Consorzio di Bonifica della Calabria e della società Kratos Scarl, gestore della rete fognaria cittadina.
All’incontro hanno partecipato l’assessore all’Ambiente Andrea Cuzzocrea, i dirigenti comunali Carlo Consoli e Andrea Cuzzocrea, l’architetto Andrea Sorrentino del Settore Ambiente e il tenente della Polizia Locale Davide Caruso.
Presenti anche i rappresentanti del Consorzio di Bonifica della Calabria, Giuseppe Truglia, Francesco Greco e Roberto Colucci, insieme all’ingegnere Francesco Guerrera per conto della società Kratos.
Durante la riunione sono state analizzate le caratteristiche del canale Emoli e il suo percorso, che prende origine dalla confluenza dei torrenti Emoli e Surdo e attraversa l’area di contrada Lecco in direzione di Montalto Uffugo.
L’obiettivo dell’incontro è stato quello di definire un percorso operativo per accertare l’origine del fenomeno segnalato e valutare eventuali interventi correttivi.
A partire dal 19 giugno prenderanno il via sopralluoghi, controlli e approfondimenti tecnici lungo il tracciato del canale, con l’intento di raccogliere elementi utili a comprendere l’entità del problema e individuare le possibili fonti di inquinamento.
In attesa dell’esito delle verifiche, resta pienamente valida l’ordinanza comunale che vieta l’utilizzo delle acque del canale Emoli.
L’Amministrazione comunale ha ribadito la volontà di monitorare attentamente la situazione e di adottare tutte le misure necessarie per garantire la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e delle attività che dipendono dal corso d’acqua interessato dal presunto fenomeno di contaminazione.



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