Sanità, la Calabria esce dal commissariamento: Occhiuto «una pagina storica, ora il piano di rientro»
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10 APR - CATANZARO – Dopo 17 anni, la Calabria esce ufficialmente dal commissariamento della sanità. La decisione è stata adottata dal Consiglio dei ministri e segna un passaggio storico per la gestione del sistema sanitario regionale, che torna così sotto il pieno controllo delle istituzioni locali.
Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha definito il provvedimento «una pagina storica», sottolineando il valore di un traguardo atteso da quasi due decenni.
Nel corso della conferenza stampa, il governatore ha ringraziato il governo nazionale, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e i ministri coinvolti nel percorso che ha portato alla fine del commissariamento.
Archiviata questa fase, l’attenzione si sposta ora sul piano di rientro. Occhiuto ha evitato di indicare tempi precisi, ma ha espresso fiducia nel raggiungimento del risultato durante il suo mandato.
Tra gli obiettivi principali:
miglioramento dei livelli essenziali di assistenza (LEA), in particolare sulla prevenzione;
raggiungimento del pareggio di bilancio nel triennio;
utilizzo più efficace delle risorse finora vincolate.
«Ora possiamo dialogare con i ministeri da una posizione di maggiore forza», ha evidenziato il presidente.
In attesa di ridefinire l’assetto di governo del settore, Occhiuto manterrà l’interim alla sanità. Una scelta che punta a garantire continuità in una fase delicata.
Il governatore ha comunque riconosciuto che le criticità restano: «La sanità calabrese ha ancora molti problemi, frutto di anni di difficoltà stratificate». Tuttavia, ha parlato anche di «cambio di passo» riconosciuto a livello ministeriale.
Tra gli elementi incoraggianti, Occhiuto ha evidenziato un’inversione di tendenza nel reclutamento sanitario, con un aumento delle candidature per infermieri, OSS e medici.
Infine, il presidente ha respinto le ipotesi di uno scambio politico tra l’uscita dal commissariamento e il sostegno alle pre-intese sull’autonomia differenziata, ribadendo che si tratta di percorsi distinti.
L’obiettivo ora è chiaro: ottenere una data certa per l’uscita definitiva dal piano di rientro e completare il percorso verso una sanità pienamente autonoma ed efficiente.



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