Santuario del Pettoruto, commozione tra i fedeli: il racconto del bambino che avrebbe iniziato a camminare dopo la preghiera
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21 MAG - SAN SOSTI (CS) – Una storia che sta facendo il giro delle comunità religiose del Sud Italia e che, nelle ultime ore, ha acceso emozione e devozione attorno al Santuario della Madonna del Pettoruto, nel cuore del Pollino. Secondo quanto raccontato da alcuni fedeli, un bambino siciliano che avrebbe avuto difficoltà motorie avrebbe iniziato a camminare autonomamente dopo una visita al luogo sacro di San Sosti.
Il Santuario della Madonna del Pettoruto, da secoli meta di pellegrinaggi e simbolo della spiritualità mariana in Calabria, continua a richiamare migliaia di persone provenienti da tutta Italia. Custodisce una storica statua della Vergine con il Bambino risalente al XIV secolo ed è da sempre legato a racconti di grazie ricevute e testimonianze di fede.
La vicenda che sta suscitando particolare attenzione riguarderebbe il piccolo Emmanuel, arrivato dalla Sicilia insieme alla famiglia per partecipare alle celebrazioni religiose svoltesi domenica 17 maggio. Secondo quanto emerso negli ambienti vicini al santuario, il bambino convivrebbe da tempo con una condizione che gli impediva di camminare senza aiuto.
Durante la visita, i familiari avrebbero pregato davanti all’altare della Madonna del Pettoruto, affidando il piccolo alla protezione della Vergine e lasciando anche un ex voto come segno di devozione.
Il giorno successivo, lunedì 18 maggio, sarebbe avvenuto l’episodio che molti fedeli stanno definendo come un possibile miracolo: il bambino avrebbe infatti iniziato a muovere i primi passi autonomamente.
La notizia si è rapidamente diffusa tra gruppi religiosi, pellegrini e comunità cattoliche, alimentando commozione e partecipazione spirituale attorno al santuario di San Sosti.
Al momento, tuttavia, non esiste alcun riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa cattolica. La famiglia del bambino, secondo quanto trapela, sarebbe intenzionata a consegnare la documentazione medica ai responsabili del santuario affinché possano essere avviati eventuali approfondimenti e verifiche sul caso.
In attesa di accertamenti ufficiali, la vicenda continua a essere vissuta da molti fedeli come una testimonianza di speranza e fede legata a uno dei luoghi religiosi più amati della Calabria.



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