Sversamenti dai depuratori nel Crotonese: indagati sindaco ed ex sindaco di Belvedere Spinello
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14 MAR - CROTONE – Il sindaco e l’ex sindaco di Belvedere Spinello, Antonio Amato e Rosario Macrì, sono tra i quattro indagati dalla Procura di Crotone nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione degli impianti di depurazione comunali.
Ai due amministratori e ad altrettanti funzionari del Comune è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’inchiesta, coordinata dalla Procura guidata da Domenico Guarascio e condotta dai carabinieri della stazione di Belvedere Spinello, riguarda i depuratori situati nelle località “Chiusa del Pozzo” e “Chiatrette”.
Secondo l’accusa, a causa di carenze nella manutenzione e nella gestione degli impianti, reflui fognari non trattati sarebbero stati sversati nell’ambiente, raggiungendo il fiume Neto e causando l’impaludamento di alcune aree del territorio comunale.
Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di rifiuto e omissione di atti d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, inquinamento ambientale e abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi.
La Procura ipotizza che non siano stati adottati gli interventi necessari per garantire il corretto funzionamento dei depuratori e per impedire la dispersione dei reflui non trattati, nonostante la situazione fosse nota da tempo.
Tra gli addebiti mossi agli indagati figura anche la mancata riscossione dei corrispettivi dovuti dagli utenti del servizio idrico, circostanza che avrebbe inciso sulle risorse disponibili per la manutenzione e la gestione degli impianti.
Secondo l’accusa, inoltre, le richieste di finanziamento avanzate alla Regione Calabria per risolvere le criticità non sarebbero state adeguatamente supportate da documentazione tecnica.
La Procura contesta anche la mancata adozione di provvedimenti urgenti a fronte di un rischio concreto per la salubrità dei luoghi e la salute dei residenti.
Un ulteriore rilievo riguarda i bilanci comunali dal 2021 al 2025, nei quali – secondo gli investigatori – sarebbero state inserite previsioni di entrata relative al servizio idrico non fondate su titoli giuridici effettivi, poiché riferite a somme che non sarebbero mai state richieste agli utenti.
Gli sversamenti contestati, infine, avrebbero interessato un’area di particolare valore ambientale, inserita nella rete europea Natura 2000 come Zona di Protezione Speciale “Foce del Neto”.



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