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Tragedia sul lavoro ad Anoia: operaio precipita dal tetto e muore dopo essere stato colpito da una lamiera

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

09 MAG - REGGIO CALABRIA – Un operaio di 46 anni, Fabio Cananzi, originario di Taurianova e residente a Gioia Tauro, ha perso la vita in un drammatico incidente sul lavoro avvenuto ieri ad Anoia, nel Reggino.


L’uomo stava effettuando alcuni interventi edili e lavori di carpenteria sul tetto di un edificio, al terzo piano di uno stabile, quando sarebbe stato improvvisamente travolto da una lamiera divelta dal forte vento. L’impatto lo avrebbe fatto precipitare nel vuoto.


La caduta si è rivelata fatale. Il 46enne è morto sul colpo dopo il violento impatto con il suolo. Fabio Cananzi lavorava nell’impresa edile intestata alla moglie.


Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i sanitari del 118 che, purtroppo, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’operaio.


La Procura della Repubblica di Palmi ha aperto un’inchiesta per ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità. Gli investigatori stanno accertando anche le condizioni di sicurezza del cantiere e le modalità con cui venivano svolti i lavori sul tetto dell’edificio.


Sulla tragedia sono intervenuti anche la segretaria generale della Uil Calabria, Mariaelena Senese, e il segretario regionale della Feneal Uil, Giacomo Maccarone, che parlano dell’ennesima “morte bianca” che riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.


«Ogni morte sul lavoro – dichiarano i sindacalisti – impone una riflessione seria che non può essere liquidata come una fatalità. Servono più controlli, più prevenzione e maggiori risorse per garantire sicurezza soprattutto nei piccoli cantieri e nelle imprese artigiane».


Secondo i dati Inail elaborati dalla Uil, nel 2024 il settore delle costruzioni è stato quello con il maggior numero di vittime nella gestione Industria e Servizi in Calabria, con cinque decessi su diciassette complessivi. Un dato che, secondo il sindacato, conferma la necessità di interventi strutturali e controlli più incisivi sul rispetto delle norme di sicurezza.

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