Welfare, il Consiglio comunale di Cosenza lancia l’allarme: servono 2 milioni in più per garantire i servizi sociali
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10 GIU - COSENZA – Un appello unitario alla Regione Calabria per rafforzare il sostegno alle fasce più fragili della popolazione. È questo il messaggio emerso dal Consiglio comunale straordinario di Cosenza, che ha approvato all’unanimità una risoluzione bipartisan con la quale si chiede l’incremento del Fondo Regionale per le Politiche Sociali, ritenuto indispensabile per evitare una riduzione dei servizi destinati a minori, persone con disabilità, donne vittime di violenza e soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità.
Alla seduta, presieduta da Giuseppe Mazzuca, hanno preso parte anche l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, e il consigliere regionale Piercarlo Chiappetta, chiamati a confrontarsi con amministratori e consiglieri sulle criticità che interessano il sistema socio-assistenziale dell’Ambito territoriale di Cosenza.
Al centro del dibattito il crescente squilibrio tra le risorse disponibili e l’aumento dei costi delle strutture residenziali e semiresidenziali. Secondo le stime illustrate in aula, per il 2026 l’Ambito potrà contare su una disponibilità economica di circa 2,4 milioni di euro provenienti da fondi nazionali e regionali, ma il fabbisogno reale registra un disavanzo stimato in circa 2 milioni di euro.
L’incremento delle tariffe, determinato dall’adeguamento delle normative regionali in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture, ha infatti aumentato i costi di gestione e del personale senza che vi fosse un corrispondente incremento delle risorse a disposizione degli enti locali.
La risoluzione approvata dal Consiglio comunale chiede formalmente alla Regione un’integrazione dei fondi destinati ai servizi sociali, così da garantire la continuità degli inserimenti nelle strutture residenziali e semiresidenziali per le categorie più fragili.
Il documento prevede inoltre il potenziamento delle attività di rendicontazione delle annualità pregresse da parte dell’Ufficio di Piano, con l’obiettivo di recuperare risorse già anticipate dalla Regione e favorire un progressivo rafforzamento del Fondo regionale. Previsto anche il coinvolgimento degli enti del Terzo Settore e dei Comuni dell’Ambito per contribuire alla sostenibilità del sistema.
Ad illustrare la proposta è stata la consigliera Bianca Rende, prima firmataria dell’ordine del giorno, che ha evidenziato come il trasferimento delle competenze sociali agli Ambiti territoriali abbia generato un peso economico sempre più difficile da sostenere.
“Il comparto delle strutture socio-assistenziali si trova oggi schiacciato in una morsa finanziaria che rischia di lasciare senza adeguata protezione minori, donne e persone con disabilità”, ha sottolineato Rende, richiamando l’attenzione sull’aumento dei provvedimenti giudiziari che impongono inserimenti immediati nelle strutture e sulle maggiori spese connesse ai casi di violenza domestica.
Il presidente della Commissione Welfare, Giuseppe Ciacco, ha invitato a mantenere il confronto su un piano istituzionale, sottolineando che l’aumento delle tariffe ha ridotto significativamente la capacità di assistenza.
“Con le stesse risorse economiche oggi si riescono a sostenere molte meno persone rispetto al passato. In alcuni casi meno della metà”, ha affermato, chiedendo un intervento urgente della Regione per garantire la continuità dei servizi fino alla fine del 2026.
Dai banchi della minoranza, Giuseppe D’Ippolito ha ribadito che il welfare non può diventare terreno di scontro politico, mentre Michelangelo Spataro ha evidenziato la necessità di una programmazione più efficace e di maggiori investimenti.
Sulla stessa linea anche il consigliere del Partito Democratico Francesco Alimena, secondo cui il sociale deve diventare una priorità della programmazione regionale: “Investire nel welfare significa investire nel futuro della Calabria”.
Nel corso del suo intervento, l’assessore regionale Pasqualina Straface ha confermato la disponibilità della Regione a collaborare con gli enti locali, evidenziando però le criticità legate alle rendicontazioni arretrate.
“Abbiamo trovato situazioni ferme da anni e questo impedisce alla Calabria di ottenere risorse ministeriali aggiuntive. Il Fondo regionale potrà essere incrementato, ma è necessario che gli Ambiti completino e aggiornino correttamente tutte le procedure di rendicontazione”, ha spiegato.
A chiudere il confronto è stato il sindaco Franz Caruso, che ha invitato tutte le istituzioni a lavorare insieme per garantire diritti e servizi ai cittadini più vulnerabili.
“Le fragilità sociali non hanno colore politico. La vera debolezza è quella delle istituzioni quando non riescono a garantire il sostegno necessario a chi ne ha bisogno. Dobbiamo superare appartenenze e divisioni per costruire soluzioni condivise e mettere al centro la dignità delle persone”, ha dichiarato il primo cittadino.
L’approvazione unanime della risoluzione rappresenta ora un segnale politico forte rivolto alla Regione Calabria, chiamata a individuare nuove risorse per evitare che le difficoltà economiche si traducano in una riduzione dell’assistenza ai cittadini più fragili del territorio.



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