118 a Cosenza, salta il tavolo con le associazioni: annunciati i primi recessi dalla convenzione
Fumata nera all’Asp dopo la protesta delle organizzazioni di volontariato. Alcune associazioni si preparano a interrompere il servizio di supporto, mentre la vertenza riguarda rimborsi, costi di gestione e condizioni della convenzione
24 SET - COSENZA – Non è arrivata la svolta attesa nella vertenza che coinvolge le associazioni di volontariato impegnate nel supporto al 118 della provincia di Cosenza. Il tavolo convocato per questa mattina all’Asp, dopo la mobilitazione della scorsa settimana, non ha prodotto un accordo e le associazioni hanno annunciato nuovi passi nella protesta.
Tra le prime conseguenze della situazione c’è l’annuncio del recesso dalla convenzione da parte di alcune organizzazioni, con la conseguente sospensione del servizio di supporto. Altre associazioni, secondo quanto riferito durante il presidio, potrebbero assumere la stessa decisione nelle prossime ore.
La mobilitazione era iniziata nei giorni scorsi con un presidio davanti alla sede dell’Asp di Cosenza, al quale avevano partecipato circa 20 organizzazioni con ambulanze e mezzi di soccorso. Le associazioni chiedono la revisione delle condizioni dell’accordo e garanzie sulla sostenibilità economica del servizio.
I rappresentanti delle associazioni si sono nuovamente ritrovati davanti alla sede dell’Azienda sanitaria provinciale, manifestando il proprio disappunto per il mancato confronto. La richiesta è quella di riaprire il dialogo e individuare una soluzione che consenta di mantenere operativo il servizio di supporto all’emergenza-urgenza.
Alla protesta hanno espresso solidarietà anche alcuni amministratori locali, tra cui il sindaco di Scigliano Raffaele Pane e il sindaco di Bianchi Pasquale Taverna, presenti al presidio.
La vicenda si inserisce inoltre nel passaggio della gestione del 118 regionale ad Azienda Zero, previsto dal primo ottobre. Le associazioni contestano alcune modifiche intervenute nell'assetto del servizio e chiedono che vengano ridefinite le condizioni della collaborazione.
Al centro della vertenza c’è la convenzione sottoscritta nei mesi scorsi con l’Asp di Cosenza e concepita come accordo sperimentale, con verifiche periodiche. Secondo le associazioni, tuttavia, il confronto sulle criticità si sarebbe progressivamente interrotto.
Uno dei principali problemi riguarda la sostenibilità economica. Le organizzazioni denunciano infatti costi crescenti per carburante, assicurazioni, manutenzione e gestione dei mezzi, oltre alle spese relative al personale impiegato sulle ambulanze. Tra le contestazioni c’è anche il meccanismo dei rimborsi, che secondo quanto riferito dalle associazioni non coprirebbe integralmente le spese sostenute.
Le associazioni chiedono inoltre un adeguamento delle condizioni economiche e organizzative del servizio agli standard applicati in altre realtà regionali, ritenendo non più sostenibile l’attuale situazione.
La preoccupazione riguarda ora le possibili conseguenze di un progressivo ritiro delle associazioni. Il loro supporto rappresenta infatti una componente del sistema territoriale di emergenza-urgenza e un'eventuale riduzione dei mezzi disponibili potrebbe aumentare la pressione sulle postazioni pubbliche.
La protesta, dunque, resta aperta. Dopo il mancato confronto di oggi, le associazioni chiedono la convocazione di un nuovo tavolo e una soluzione che consenta di evitare ulteriori recessi dalle convenzioni e garantire la continuità del servizio sul territorio cosentino.



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