top of page

Aggressione nel carcere di Rossano: detenuto sorpreso con un cellulare ferisce tre agenti

  • 22 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

12 MAG - CORIGLIANO ROSSANO - Momenti di tensione nel carcere di Corigliano-Rossano, dove un detenuto, sorpreso mentre utilizzava illegalmente un telefono cellulare all’interno dell’istituto penitenziario, si è scagliato violentemente contro il personale della Polizia Penitenziaria, causando il ferimento di un ispettore e di due funzionari.


A denunciare l’episodio è stato il segretario regionale dell’AL.Si.P.Pe, Roger Durante, che ha parlato di “un’indagine meticolosa finalizzata a contrastare l’introduzione e l’utilizzo di sistemi di comunicazione illeciti all’interno delle carceri”.


Secondo quanto riferito dal sindacato, il detenuto, colto in flagranza durante le operazioni di controllo, avrebbe reagito con aggressività colpendo gli agenti impegnati nelle attività di Polizia Giudiziaria. Ai tre operatori feriti è stata espressa solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione.


Durante ha sottolineato come il possesso di telefoni cellulari negli istituti penitenziari rappresenti un fenomeno particolarmente pericoloso. “Non si tratta di un semplice mezzo per contattare i familiari – ha dichiarato – ma di strumenti che possono essere utilizzati per impartire ordini all’esterno, mantenere attive dinamiche criminali e pianificare attività illecite”.


Il segretario regionale ha inoltre ricordato che l’introduzione indebita di dispositivi di comunicazione in carcere costituisce un reato previsto dall’articolo 391-ter del Codice Penale.


L’AL.Si.P.Pe ha evidenziato le difficoltà operative affrontate quotidianamente dal personale della Polizia Penitenziaria di Rossano, costretto a lavorare in condizioni di cronica carenza di organico e con risorse limitate.


“Il coraggio degli agenti non può sostituire gli strumenti necessari – hanno affermato i sindacalisti –. Non è accettabile che lo svolgimento dei compiti istituzionali si traduca continuamente in aggressioni e traumi professionali”.


Il sindacato ha quindi chiesto all’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia l’applicazione rigorosa delle norme disciplinari e penali nei confronti del detenuto coinvolto, oltre al riconoscimento ufficiale per il personale impegnato nell’operazione.


“È doveroso che lo Stato sostenga e premi chi ogni giorno mette a rischio la propria incolumità per garantire legalità e sicurezza all’interno delle carceri”, ha concluso Durante.

Commenti


bottom of page