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Ancora sangue sulla Statale 106: Pietro Aloisio è la nona vittima del 2026

  • 27 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

27 MAG - CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Un’altra giovane vita spezzata sulla Statale 106, la strada che da anni continua a trasformarsi in teatro di tragedie e dolore. A perdere la vita questa volta è stato Pietro Aloisio, 33 anni, morto ieri in seguito a un incidente avvenuto nel territorio di Corigliano-Rossano, nei pressi del bivio Cutura–Sant’Irene.


La sua scomparsa ha scosso profondamente la comunità rossanese e riacceso, ancora una volta, il dibattito sulla sicurezza della SS106, definita da tempo “la strada della morte”.


A intervenire dopo l’ennesimo incidente mortale è stata l’associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, che in una nota ha espresso cordoglio e rabbia per una tragedia definita “annunciata”.


“Ancora una volta – scrive l’organizzazione – la famigerata Statale 106 consegna alla Calabria una tragedia insopportabile: una giovane vita spezzata troppo presto, un figlio, un amico, un lavoratore strappato all’affetto dei suoi cari”.


L’associazione ha ricordato Pietro Aloisio come “un ragazzo generoso, un lavoratore integerrimo, un giovane che amava la vita, lo sport e il prossimo”, manifestando vicinanza alla famiglia e all’intera comunità di Corigliano-Rossano.


Con la morte del 33enne sale a nove il numero delle vittime registrate dall’inizio del 2026 lungo la Statale 106. Un elenco drammatico che, secondo l’associazione, non può più essere considerato una semplice fatalità.


Tra le persone che hanno perso la vita negli ultimi mesi sulla statale ionica figurano:


  • Giovanna Militano, 48 anni;

  • Ivan Nicoletti, 49 anni;

  • Renato Fantò, 41 anni;

  • Umberto Scumaci, 64 anni;

  • Giuseppe Franco, 54 anni;

  • Antonietta Vivacqua, 54 anni;

  • Bruno Morabito, 17 anni;

  • Leonardo Marescalco, 50 anni;

  • Pietro Aloisio, 33 anni.


“Dietro questi numeri – sottolinea l’associazione – ci sono volti, storie e famiglie distrutte”.


Nel comunicato, “Basta Vittime Sulla Statale 106” torna a denunciare le condizioni della strada jonica, ritenuta ormai inadatta agli attuali volumi di traffico e gravemente carente sotto il profilo della sicurezza.


“È una infrastruttura progettata negli anni Sessanta e costruita negli anni Settanta – si legge nella nota – oggi vecchia, inadeguata e straordinariamente pericolosa”.


Da qui l’ennesimo appello rivolto alle istituzioni affinché vengano accelerati gli interventi di ammodernamento e messa in sicurezza dell’arteria.


“A noi resta il dolore – conclude l’associazione – ma anche il dovere morale di continuare a lottare per una Statale 106 più moderna, più sicura e finalmente degna della vita dei calabresi”.

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