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Artemis II, nuovo blitz antimafia: 9 arresti e sequestrate due aziende tra Calabria e Nord Italia

  • 18 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

18 GIU - LAMEZIA TERME (CZ) – Prosegue l’azione di contrasto alla criminalità organizzata con una nuova operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Su disposizione del Gip del Tribunale di Catanzaro, i Carabinieri del Gruppo di Lamezia Terme hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone, indagate a vario titolo per reati che spaziano dall’associazione mafiosa all’usura, dall’estorsione al peculato.


L’operazione, denominata “Artemis II”, è stata condotta con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e ha interessato diverse località tra Calabria e Nord Italia, coinvolgendo Lamezia Terme e le province di Vibo Valentia, Terni e Como.


Gli indagati sono ritenuti presunti responsabili, in base alle rispettive posizioni, di reati quali associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, usura, estorsione, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e peculato. Come previsto dalla legge, le accuse dovranno essere verificate nel corso dell’iter giudiziario e gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.


Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, è stato disposto il sequestro preventivo di due aziende. Una opera nel settore del taglio boschivo, mentre l’altra è attiva nel comparto della refezione e delle mense scolastiche. Il provvedimento mira a interrompere eventuali attività economiche ritenute riconducibili agli interessi emersi nel corso delle indagini.


Il blitz rappresenta un ulteriore sviluppo dell’inchiesta “Artemis”, che il 7 novembre 2024 aveva portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di 59 persone nell’ambito di una vasta attività investigativa della Dda di Catanzaro sul territorio lametino.


Le indagini proseguono per approfondire ulteriormente i rapporti e le responsabilità emerse, con l’obiettivo di ricostruire l’eventuale rete di interessi criminali e i collegamenti individuati dagli investigatori nel corso dell’attività investigativa.

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