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Brancaleone, scoperta maxi coltivazione di papavero da oppio: sequestrate 500 piante dalla Polizia

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

26 GIU - BRANCALEONE (REGGIO CALABRIA) – Una vasta coltivazione illegale di papavero da oppio è stata scoperta e sequestrata dalla Polizia di Stato nel territorio di Brancaleone, nel Reggino. L'operazione è stata condotta in località Capo Spartivento–Pantano, dove gli agenti hanno individuato un terreno agricolo di circa 1.000 metri quadrati interamente destinato alla coltivazione di Papaver somniferum, la pianta dalla quale si ricavano sostanze oppiacee.


Al momento del blitz, gli operatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Roghudi-Condofuri hanno censito circa 500 piante, ormai giunte a piena maturazione e potenzialmente pronte per essere utilizzate nella produzione illecita di sostanze stupefacenti.


All'operazione hanno partecipato anche gli specialisti del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria, che hanno eseguito i rilievi tecnici e gli accertamenti sull'area.


L'intera piantagione è stata estirpata e sottoposta a sequestro, impedendo così qualsiasi utilizzo illecito del materiale ricavabile dalle piante.


Sono attualmente in corso le indagini per individuare i responsabili della coltivazione e ricostruire l'eventuale rete criminale collegata all'attività illecita.


Il Papaver somniferum è una pianta dalla quale vengono estratti alcaloidi naturali, tra cui morfina e codeina, principi attivi impiegati in ambito medico per la produzione di farmaci antidolorifici e antitussivi.


Dalle capsule immature della pianta si ricava infatti il lattice conosciuto come oppio, da cui derivano sostanze utilizzate nella terapia del dolore severo, ma che, se prodotte e commercializzate al di fuori dei canali autorizzati, alimentano il traffico illecito di stupefacenti.


L'assunzione non controllata di questi oppiacei può provocare gravi conseguenze per la salute, tra cui sedazione, alterazione delle capacità cognitive, depressione respiratoria e, nei casi più gravi, overdose.


Per questo motivo la coltivazione del papavero da oppio è consentita esclusivamente in contesti autorizzati e sottoposti a rigorosi controlli, mentre ogni produzione abusiva costituisce un reato perseguibile penalmente.

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