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Incendio nella baraccopoli di Schiavonea: muore il bracciante gravemente ustionato, proseguono le indagini

  • 27 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

27 GIU - CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA) – Non ce l’ha fatta il bracciante agricolo di nazionalità polacca rimasto gravemente ferito nell’incendio divampato nei giorni scorsi nella baraccopoli di Schiavonea, in contrada Boscarello. L’uomo, ricoverato nel Centro grandi ustionati dell’ospedale di Brindisi, è deceduto a causa delle gravissime ustioni riportate, che interessavano circa l’85% della superficie corporea.


Dopo essere stato soccorso sul posto dal personale del 118, il migrante era stato trasferito d’urgenza nella struttura pugliese, dove i medici hanno tentato di salvargli la vita. Le sue condizioni, tuttavia, erano apparse fin da subito estremamente critiche e nelle scorse ore è sopraggiunto il decesso.


L'intervento degli agenti del Commissariato di Polizia di Corigliano-Rossano e dei Vigili del Fuoco ha evitato conseguenze ancora più gravi. I soccorritori sono riusciti a estrarre dalle fiamme altri tre migranti, che hanno riportato ferite lievi: un altro cittadino polacco e due lavoratori di nazionalità romena.


La rapidità delle operazioni di soccorso ha impedito che il bilancio dell'incendio fosse ancora più pesante.


Sull'accaduto stanno indagando gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza e del Commissariato di Corigliano-Rossano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Castrovillari.


Secondo i primi accertamenti, l'incendio sarebbe di natura accidentale e potrebbe essere stato provocato dall'esplosione di una bombola all'interno dell'insediamento. Gli accertamenti proseguono per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e confermare l'origine del rogo.


La morte del bracciante riporta al centro dell'attenzione le condizioni di estrema precarietà in cui vivono ancora molti lavoratori stagionali impiegati nelle campagne della Sibaritide. La baraccopoli di Schiavonea, come altri insediamenti informali presenti sul territorio, ospita decine di migranti costretti a vivere in strutture di fortuna, spesso prive dei requisiti minimi di sicurezza.


Una tragedia che riaccende il dibattito sulla necessità di garantire condizioni abitative dignitose e maggiori tutele per i lavoratori agricoli stagionali, affinché episodi simili non si ripetano.

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