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Carcere di Cosenza, droga e smartphone ai detenuti: indagato anche un agente della Penitenziaria

  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

09 MAR - COSENZA – Un presunto sistema di scambi illeciti e comunicazioni non autorizzate all’interno della Casa Circondariale Sergio Cosmai è stato smantellato grazie a un’operazione del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria.


L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza, ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari: sei arresti domiciliari, un obbligo di dimora nel comune di residenza e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse ipotizzate nei confronti degli indagati spaziano dalla corruzione allo spaccio di sostanze stupefacenti fino alla ricettazione.


L’attività investigativa è stata condotta dal nucleo regionale della Calabria con il supporto di reparti provenienti da Napoli. Gli investigatori hanno utilizzato diversi strumenti investigativi, tra cui intercettazioni telefoniche, pedinamenti, analisi dei sistemi di videosorveglianza interna e audizioni di persone informate sui fatti.


Secondo quanto emerso, all’interno del carcere si sarebbe sviluppata una rete di rapporti illeciti tra detenuti, familiari e un appartenente alla Polizia Penitenziaria, che avrebbe facilitato contatti e scambi non autorizzati aggirando i protocolli previsti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.


La posizione più delicata riguarda proprio l’agente della Polizia Penitenziaria, ritenuto dagli inquirenti il collegamento tra l’interno del penitenziario e l’esterno.


Secondo l’ipotesi accusatoria, il poliziotto avrebbe accettato promesse di denaro o compensi in droga dai familiari dei detenuti per compiere atti contrari ai propri doveri d’ufficio. Tra le condotte contestate figurano la concessione di videochiamate extra rispetto a quelle consentite, la trasmissione di messaggi tra detenuti e familiari e l’introduzione nel carcere di smartphone, schede SIM e sostanze stupefacenti.


All’agente viene contestata anche l’omessa denuncia della presenza di materiale illegale all’interno delle celle.


Nel corso delle perquisizioni eseguite durante l’indagine sono stati rinvenuti e sequestrati diversi telefoni cellulari di ultima generazione, schede SIM attive e quantitativi di droga.


Il materiale sequestrato è ora al vaglio degli investigatori per individuare eventuali ulteriori complici e ricostruire l’estensione della presunta rete di corruzione all’interno della struttura penitenziaria cosentina.


Le indagini proseguono.

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