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Carcere di Rossano, agente aggredito da un detenuto: finisce in ospedale. Il sindacato denuncia l’emergenza sicurezza

  • 31 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

31 MAG - CORIGLIANO-ROSSANO – Nuovo episodio di violenza all’interno della Casa Circondariale di Rossano, dove un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto nel reparto di Alta Sicurezza. L’operatore è stato trasportato in ospedale dopo essere stato colpito con schiaffi e pugni al volto, riportando lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.


A denunciare l’accaduto è il sindacato AL.Si.P.Pe (Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria). Secondo la ricostruzione fornita dall’organizzazione sindacale, il detenuto, di origine campana, avrebbe aggredito l’agente durante l’apertura delle celle per l’accesso ai passeggi, introducendosi nel box di servizio e colpendolo violentemente per motivi legati a contestazioni sull’attività lavorativa interna al carcere.


Il poliziotto è stato immediatamente soccorso e trasferito al Pronto Soccorso, dove i medici hanno riscontrato contusioni al volto e disposto una prognosi di cinque giorni.


L’AL.Si.P.Pe ha espresso piena vicinanza all’agente ferito, ma sottolinea come l’episodio rappresenti soltanto l’ennesimo segnale di una situazione ormai critica all’interno degli istituti penitenziari italiani.


Secondo il sindacato, il sistema sarebbe vicino al collasso a causa della crescente presenza di detenuti con problematiche psichiatriche, della carenza di strutture adeguate e del sovraffollamento che continua a interessare molti reparti ad alta sicurezza.


Dopo l’aggressione, spiegano i rappresentanti sindacali, non sarebbe stato possibile applicare al detenuto il regime di isolamento disciplinare previsto dalla normativa vigente. Il medico di guardia avrebbe infatti negato il nulla osta sanitario, ritenendo il soggetto incompatibile con tale misura a causa delle sue condizioni psichiatriche.


Una situazione che, secondo AL.Si.P.Pe, evidenzia le difficoltà operative degli istituti di pena dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e le criticità legate alla gestione delle REMS, lasciando spesso il personale penitenziario a fronteggiare problematiche sanitarie complesse senza strumenti adeguati.


Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulle condizioni dei reparti di Alta Sicurezza, dove celle e camerotti ospitano numeri elevati di detenuti, aumentando i rischi per il personale impegnato nelle attività di controllo e sorveglianza.


Per questo motivo AL.Si.P.Pe chiede al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia interventi urgenti, tra cui il trasferimento del detenuto responsabile dell’aggressione, il potenziamento dei dispositivi di sicurezza a disposizione degli agenti e l’apertura di un tavolo nazionale dedicato alla gestione dei detenuti affetti da patologie psichiatriche.


“Il diritto alla sicurezza e alla tutela della salute dei lavoratori non può essere messo in secondo piano – conclude il sindacato –. Gli operatori della Polizia Penitenziaria non possono continuare a lavorare in condizioni di costante esposizione al rischio”.

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