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Cosenza, la Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici raddoppia: sei giorni tra città, borgo e tradizione

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Dal 6 all’11 ottobre la 44ª edizione della manifestazione si amplia e cambia formula: si parte dal centro di Cosenza per arrivare a Donnici. In programma appuntamenti culturali, incontri con produttori e associazioni, iniziative dedicate all’enoturismo e l’ingresso ufficiale del Comune nella rete delle Città del Vino


28 SET - COSENZA – Sei giorni per raccontare il vino, la storia e le produzioni del territorio attraverso un percorso che unisce il capoluogo al borgo di Donnici. È la nuova formula della 44ª Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici, presentata nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, che quest’anno amplia la propria durata e punta a trasformare uno degli appuntamenti più longevi della tradizione cosentina in una vetrina dedicata a cultura, enogastronomia e promozione turistica.


La manifestazione si svolgerà dal 6 all’11 ottobre 2026 e, per la prima volta, non concentrerà tutte le attività nel borgo. Le giornate iniziali saranno infatti organizzate nel centro cittadino, mentre il programma si sposterà successivamente a Donnici per le tre giornate conclusive, tra piazze, strade e vicoli del centro storico.


Una scelta pensata per creare un collegamento diretto tra la città e il territorio collinare dal quale la Sagra ha preso origine, mantenendo al centro il vino Terre di Cosenza DOP e il patrimonio produttivo e culturale che ruota attorno alla tradizione della vendemmia.


Alla presentazione hanno partecipato il sindaco di Cosenza Franz Caruso, l’assessore alle Attività produttive, Commercio, Artigianato e Turismo Rosario Branda e i rappresentanti delle associazioni impegnate nell’organizzazione delle giornate a Donnici: Francesca Bozzo per l’Accademia del Donnici e Mariella Ciardullo e Arcangelo Pagliaro per “Vivi Donnici”.


L’edizione 2026 segna dunque un cambio di passo. L’idea è quella di partire dalla città per accompagnare progressivamente il pubblico verso Donnici, restituendo alla manifestazione una dimensione territoriale più ampia.


Le prime giornate saranno dedicate a momenti istituzionali, approfondimenti e iniziative legate alla cultura del vino, mentre nella parte conclusiva spazio alle attività nel borgo, dove la Sagra conserva il suo legame più diretto con la tradizione popolare e con la vendemmia.


Il progetto nasce anche dalla volontà di rafforzare la collaborazione tra le realtà associative locali. Per questa edizione, infatti, le associazioni coinvolte hanno costituito una Associazione Temporanea di Scopo, mettendo in rete competenze e professionalità differenti.


Un elemento sottolineato dal sindaco Franz Caruso, che ha indicato nella collaborazione tra le diverse realtà del territorio uno degli aspetti più significativi della nuova impostazione. L’obiettivo è mettere insieme esperienze, capacità organizzative e conoscenza del territorio per rafforzare una manifestazione che, dopo oltre quarant’anni, continua a rappresentare un appuntamento identitario per Cosenza e Donnici.


Tra le principali novità dell’edizione 2026 c’è anche l’ingresso ufficiale del Comune di Cosenza nella rete delle Città del Vino, passaggio che sarà celebrato proprio durante la Sagra alla presenza del presidente nazionale Angelo Radica.


L’adesione viene presentata dall’amministrazione comunale come un’opportunità per inserire il territorio all’interno di un circuito più ampio legato alla cultura del vino, alla valorizzazione delle produzioni locali e all’enoturismo.


Per il sindaco Caruso, il percorso della Sagra dovrà quindi andare oltre la dimensione strettamente legata all’appuntamento annuale, mettendo in relazione il prodotto, il territorio e le sue potenzialità.


Sul versante economico e turistico, l’assessore Rosario Branda ha evidenziato il valore dell’ingresso nelle Città del Vino e le prospettive legate allo sviluppo dell’enoturismo.


L’obiettivo, ha spiegato, è utilizzare la Sagra come punto di partenza per costruire una proposta capace di coinvolgere non soltanto il comparto vitivinicolo, ma anche ristorazione, produzioni agroalimentari, artigianato e attività turistiche.


Da qui l’idea di Cosenza Connect, progetto attraverso il quale l’amministrazione intende valorizzare il capoluogo come destinazione collegata alle produzioni identitarie e alle esperienze enogastronomiche.


Il ragionamento, secondo Branda, parte dalla necessità di aumentare il valore delle produzioni locali, puntando non soltanto sui volumi ma soprattutto sulla qualità, sulla riconoscibilità e sulla capacità di costruire intorno al prodotto una filiera più ampia.


Il vino di Donnici, in questa prospettiva, diventa quindi uno degli strumenti attraverso cui raccontare il territorio e attrarre visitatori interessati alla gastronomia e alle tradizioni calabresi.


La parte cittadina della Sagra sarà caratterizzata anche da un programma di approfondimento.


Una delle giornate sarà dedicata all’ingresso ufficiale di Cosenza nella rete delle Città del Vino, mentre un altro appuntamento sarà organizzato in collaborazione con l’Università della Calabria e sarà dedicato agli aspetti nutrizionali del vino e alla corretta informazione.


L’iniziativa punta a promuovere un approccio basato sulla conoscenza e sul consumo consapevole, affrontando anche alcune delle informazioni non corrette che circolano sul tema.


Un ulteriore momento sarà invece riservato ai produttori e agli operatori economici, con approfondimenti sulle caratteristiche delle produzioni, sulle dinamiche del settore e sulle prospettive future.


Dopo gli appuntamenti nel centro di Cosenza, la Sagra tornerà quindi nel luogo in cui è nata. Le tre giornate finali saranno ospitate a Donnici, con un programma che coinvolgerà il borgo e i suoi spazi caratteristici.


È proprio qui che la manifestazione ritrova il suo legame più forte con la cultura contadina, con la vendemmia e con una tradizione che da più di quattro decenni accompagna la comunità.


La formula del 2026 prova così a tenere insieme due dimensioni: da una parte la festa popolare e il rapporto con le radici di Donnici, dall’altra una nuova impostazione orientata alla promozione del territorio, all’enoturismo e alla valorizzazione delle produzioni.


La 44ª Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici si presenta dunque con un programma più articolato e con un obiettivo che va oltre i sei giorni di appuntamenti: utilizzare il vino come filo conduttore per raccontare Cosenza, Donnici e un patrimonio fatto di produzioni, cultura, associazionismo e tradizioni.


Il calendario dal 6 all’11 ottobre segnerà così il passaggio da una Sagra concentrata soprattutto sulla festa a una manifestazione pensata anche come occasione di promozione territoriale, con Cosenza e Donnici riunite in un unico percorso.

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