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Delfini morti e specie protette nelle reti fantasma: maxi operazione contro la pesca illegale nel Cosentino

  • 23 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

23 GIU - COSENZA – Un'importante operazione contro la pesca illegale ha portato al sequestro di ben 19 chilometri di reti spadare nel tratto di Mar Tirreno antistante la costa di Fuscaldo, nel Cosentino. L'intervento è stato condotto dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e dalla Guardia Costiera, con il supporto delle navi di Sea Shepherd Italia.


Le reti sequestrate, caratterizzate da una maglia di circa 45 centimetri, sono vietate in tutto il Mediterraneo dal 2002 a causa del grave impatto che provocano sull'ecosistema marino. L'operazione è scattata dopo una segnalazione di Sea Shepherd Italia che, il 6 giugno scorso, aveva recuperato in mare uno spezzone di rete derivante abbandonata contenente tre delfini morti, tra cui un cucciolo.


Da quel momento è stata avviata un'attività straordinaria di monitoraggio e pattugliamento durata tre giorni lungo la costa tirrenica calabrese. L'azione congiunta delle forze dell'ordine e degli attivisti ambientalisti ha consentito di individuare quello che viene definito un sistema organizzato di pesca illegale su larga scala.


Durante le operazioni sono stati rinvenuti diversi esemplari di specie protette rimasti intrappolati nelle reti. Tra questi quattro mante giganti del Mediterraneo, specie classificata come a rischio di estinzione, un pesce luna, una tartaruga marina Caretta caretta e due tonni rossi. Tutti gli animali, ancora vivi al momento del recupero, sono stati liberati e reimmessi nel loro habitat naturale.


“Quello che abbiamo visto il 6 giugno al largo della Calabria era una vera strage. Quello che abbiamo fatto nei tre giorni successivi insieme alla Guardia di Finanza e alla Guardia Costiera è la risposta che questo mare merita”, ha dichiarato Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia, sottolineando l'importanza della collaborazione tra istituzioni e organizzazioni impegnate nella tutela dell'ambiente marino.


L'operazione rappresenta un duro colpo alle attività di pesca illegale e un segnale concreto a difesa della biodiversità del Mar Tirreno e delle specie protette che popolano le acque calabresi.

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