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Emergenza incendi in Calabria, il Comitato chiede lo stato di emergenza e il supporto dell'Esercito

  • 17 ore fa
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L'istanza è stata inviata alla Regione, alla Prefettura di Cosenza e al Parco nazionale del Pollino. «Non per sostituire Vigili del Fuoco e Protezione civile, ma per rafforzare il sistema antincendio».


29 LUG - COSENZA – Dichiarare lo stato di emergenza e richiedere il supporto dell'Esercito italiano per fronteggiare la grave ondata di incendi che sta interessando la Calabria. È la richiesta avanzata dal Comitato cittadino per la tutela del territorio e contro gli incendi, che ha inviato un'istanza al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, al prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, e al commissario straordinario del Parco nazionale del Pollino, Luigi Lirangi.


L'obiettivo, spiegano i promotori, è rafforzare il sistema regionale di contrasto agli incendi durante il mese di agosto, considerato il perdurare dell'emergenza e il numero elevato di roghi che stanno colpendo il territorio.


Il Comitato precisa che la richiesta non mira a sostituire le strutture già impegnate nelle operazioni di spegnimento, ma ad affiancarle.


«Non per sostituire, ma per supportare l'attività di Calabria Verde, della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco», sottolineano i rappresentanti del Comitato, evidenziando come gli operatori siano chiamati a fronteggiare un numero particolarmente elevato di incendi, molti dei quali ritenuti di origine dolosa, con risorse umane e mezzi spesso insufficienti.


L'iniziativa nasce dall'esperienza del Comitato, attivo nell'Alto Tirreno cosentino, nelle aree di confine con la Basilicata e all'interno del Parco nazionale del Pollino, territori duramente colpiti dai roghi delle ultime settimane.


Secondo il Comitato, l'emergenza incendi sta producendo conseguenze che vanno ben oltre la perdita del patrimonio boschivo.


Tra gli effetti segnalati figurano il peggioramento delle condizioni ambientali, il rischio di desertificazione, l'aumento del dissesto idrogeologico, la compromissione della rigenerazione delle risorse idriche e della vegetazione, oltre alle ricadute sulla salute pubblica, sull'immagine turistica e sull'economia della regione.


Nell'istanza viene richiamata anche la normativa che consente l'impiego delle Forze armate a supporto delle strutture civili in situazioni di emergenza.


Secondo il Comitato, il contributo dell'Esercito potrebbe essere impiegato nelle attività di prevenzione, come la realizzazione di linee tagliafuoco e piste forestali, oltre che nel monitoraggio del territorio attraverso uomini, mezzi terrestri, supporto aereo e strumenti tecnologici, contribuendo così a rafforzare il dispositivo di contrasto agli incendi boschivi.

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