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Il Cosenza riapre i commenti per i 112 anni, ma è bufera social: “Andate via”

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

23 FEB - COSENZA – Doveva essere un momento celebrativo, si è trasformato in un’ondata di contestazione. Il Cosenza Calcio ha riattivato i commenti sulla propria pagina Facebook in occasione dei 112 anni di storia del club. Una scelta che non si vedeva da circa un anno e che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto accompagnare il messaggio di orgoglio per l’anniversario.


“Oggi celebriamo 112 anni di orgoglio rossoblù, 112 anni di battaglie, vittorie, emozioni e amore infinito per questi colori. Dal 1914 ad oggi, il cuore della città batte forte per il Cosenza Calcio, simbolo di appartenenza e tradizione”, si legge nel post pubblicato sui social ufficiali.


Ma sotto il messaggio celebrativo si è scatenata la furia dei tifosi.


Nel giro di pochi minuti, il post è stato sommerso da centinaia di commenti, quasi tutti di segno critico. Nel mirino della tifoseria il presidente onorario Eugenio Guarascio e l’amministratrice Rita Rachele Scalise.


“Liberate il Cosenza”, “Andate via”, “State rovinando la nostra storia”: sono solo alcuni dei messaggi comparsi sotto il post. C’è anche chi ha scritto per 112 volte – una per ogni anno del club – lo slogan “Guarascio vattene”, trasformando l’anniversario in una protesta simbolica.


La critica principale riguarda la gestione societaria, ritenuta da molti tifosi non all’altezza della tradizione rossoblù. Per diversi sostenitori, l’unico “regalo” gradito per il compleanno sarebbe un cambio al vertice.



Quella che doveva essere un’apertura al dialogo si è rivelata, nei fatti, un boomerang mediatico. Il tentativo di riportare partecipazione in un giorno simbolico ha finito per certificare, ancora una volta, la profonda distanza tra la dirigenza e una parte consistente della tifoseria.


L’eco della contestazione social conferma una frattura che appare sempre più difficile da ricomporre. E mentre il club celebra oltre un secolo di storia, il clima attorno alla società resta teso, con una piazza che chiede a gran voce un cambio di rotta.

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