top of page

Lavoro nero e sicurezza, stretta dell’ITL di Cosenza: 29 aziende irregolari e 12 attività sospese

  • 29 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

29 MAG - COSENZA – Controlli serrati contro il lavoro nero e le violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Nelle ultime due settimane l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza, nell’ambito di un’operazione coordinata dallo IAM di Reggio Calabria, ha intensificato l’attività ispettiva nei cantieri edili e negli stabilimenti balneari della provincia, facendo emergere un quadro diffuso di irregolarità.


Le verifiche hanno interessato il litorale tirrenico e ionico cosentino, oltre alle aree urbane di Cosenza-Rende, Corigliano-Rossano e Castrovillari. In totale sono state controllate 29 aziende: 19 imprese edili e 10 stabilimenti balneari. Dai controlli è emerso che 18 imprese edili su 19 sono risultate irregolari, così come 9 lidi su 10.


Nel corso delle ispezioni sono state analizzate 54 posizioni lavorative, di cui 28 risultate irregolari. Tra queste, 18 lavoratori sarebbero stati impiegati senza regolare assunzione e privi di copertura assicurativa.


Per 12 aziende è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale:


  • 6 per impiego di lavoratori in nero;

  • 2 per gravi violazioni in materia di sicurezza;

  • 4 per entrambe le irregolarità.


Le somme aggiuntive legate ai provvedimenti di sospensione ammontano complessivamente a 44mila euro.


Sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro, gli ispettori hanno contestato 39 prescrizioni riguardanti diverse criticità, tra cui:


  • assenza di DVR e POS;

  • mancata sorveglianza sanitaria;

  • carenze nella formazione dei lavoratori;

  • assenza di dispositivi di protezione;

  • ponteggi non a norma;

  • cantieri privi di recinzione;

  • irregolarità nello smaltimento dei materiali;

  • mancanza dei requisiti tecnico-professionali delle imprese affidatarie.


Le ammende elevate per le violazioni in materia di sicurezza superano i 98mila euro.


L’attività ispettiva ha inoltre portato all’irrogazione di 18 maxisanzioni per lavoro nero, per un importo complessivo di oltre 70mila euro. A queste si aggiungono ulteriori sanzioni amministrative per violazioni relative all’orario di lavoro e alla gestione del Libro Unico del Lavoro, pari a circa 67mila euro.


Il bilancio finale dell’operazione evidenzia un fenomeno diffuso di irregolarità tra edilizia e settore balneare, con pesanti criticità sia sul piano della tutela dei lavoratori sia su quello della sicurezza. Complessivamente, tra sospensioni, prescrizioni e multe, le sanzioni superano i 180mila euro.

Commenti


bottom of page