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Maxi confisca da 6 milioni: colpito sistema corruttivo negli appalti di pulizia e sanificazione

  • 9 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

09 APR - REGGIO CALABRIA – Un articolato sistema corruttivo legato agli appalti pubblici nel settore delle pulizie e sanificazioni è stato smantellato grazie a un’operazione della Guardia di Finanza. Eseguita una confisca patrimoniale per un valore complessivo di oltre 6 milioni di euro.


Il provvedimento, disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, rappresenta uno sviluppo sul piano economico delle indagini già emerse con l’operazione “Inter Nos”, condotta nel 2021.


Al centro dell’inchiesta la figura di un imprenditore, già condannato per corruzione, ritenuto promotore di un vero e proprio “cartello d’imprese”. Secondo gli inquirenti, il sistema era finalizzato a ottenere il controllo degli appalti pubblici attraverso pratiche corruttive sistematiche ai danni di funzionari pubblici.


Le aziende coinvolte avrebbero operato in modo coordinato, eliminando la concorrenza e assicurandosi l’assegnazione delle commesse nel settore delle pulizie e sanificazioni.


Elemento chiave del meccanismo era una “cassa comune”, alimentata dagli imprenditori aderenti al cartello. Le risorse venivano utilizzate sia per corrompere funzionari compiacenti sia per versamenti alle cosche di ’ndrangheta attive nei territori di Africo e Melito Porto Salvo, indispensabili – secondo l’accusa – per poter operare senza ostacoli.


In alcuni casi, i rapporti illeciti sarebbero proseguiti anche dopo il pensionamento dei funzionari coinvolti, nella speranza di mantenere canali privilegiati con le nuove figure amministrative.


La confisca ha riguardato:


  • l’intero compendio aziendale di una società cooperativa,

  • quote di una società a responsabilità limitata;

  • un immobile;

  • disponibilità finanziarie su conto corrente.


Il valore complessivo dei beni è stimato in circa 6,1 milioni di euro.


L’operazione conferma l’attenzione degli investigatori nel contrasto non solo alle attività criminali dirette, ma anche ai patrimoni accumulati attraverso sistemi corruttivi e infiltrazioni mafiose nell’economia legale.

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