top of page

Presunto danno erariale da oltre un milione di euro nel Vibonese: sei persone nel mirino della Corte dei Conti

  • 31 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

La Procura contabile contesta un ammanco di oltre 1,09 milioni di euro a tre pubblici ufficiali e tre incaricati di pubblico servizio. Al centro dell'inchiesta un presunto sistema di modifica degli IBAN nei mandati di pagamento.


31 LUG - VIBO VALENTIA – Un presunto danno erariale di oltre 1,09 milioni di euro è al centro di un'inchiesta della Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria, che ha notificato un invito a dedurre a sei persone appartenenti a un ente pubblico del Vibonese.


Tra i destinatari del provvedimento figurano tre pubblici ufficiali e tre incaricati di pubblico servizio. L'indagine trae origine da una segnalazione della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, sviluppata nell'ambito di attività investigative svolte con il supporto dell'Arma dei Carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.


Secondo la ricostruzione della Procura contabile, il principale indagato, ex responsabile dell'Area Affari Generali dell'ente, tra il 2015 e il 2024 avrebbe avuto accesso alla firma digitale del responsabile del Servizio finanziario.


Gli investigatori ipotizzano che, prima dell'invio dei mandati di pagamento alla banca tesoriera, sarebbero stati modificati gli IBAN dei beneficiari, sostituendoli con conti correnti riconducibili allo stesso ex dirigente o a persone a lui collegate.


Oltre all'ammanco economico, la Procura della Corte dei Conti contesta un ulteriore danno da disservizio pari a 253.570,73 euro, ritenendo che il presunto sistema abbia compromesso il corretto funzionamento dell'attività amministrativa dell'ente.


Secondo l'accusa, le condotte sarebbero state favorite anche da presunte omissioni nei controlli da parte dei soggetti chiamati a vigilare sulla regolarità della gestione finanziaria, tra cui due sindaci pro tempore e tre revisori dei conti.


Gli accertamenti di polizia erariale sono stati svolti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.


Nell'ambito del procedimento, nei confronti dell'ex responsabile dell'Area Affari Generali è stato disposto anche un sequestro conservativo fino a 228 mila euro, richiesto dalla Procura regionale della Corte dei Conti e autorizzato dal presidente della Sezione giurisdizionale regionale.


Il provvedimento riguarda beni immobili, beni mobili registrati, disponibilità finanziarie e ogni altro elemento patrimoniale riconducibile all'interessato, fino al raggiungimento della somma indicata.


L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Costantino Nassis, è tuttora nella fase istruttoria. L'invito a dedurre costituisce un atto previsto dal procedimento contabile e offre ai destinatari la possibilità di presentare le proprie osservazioni e difese prima di un'eventuale azione di responsabilità davanti alla Corte dei Conti.

Commenti


bottom of page