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Protesta degli agricoltori, presìdi e strade bloccate in Calabria: sit-in anche a Spezzano Albanese

3 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

Agricoltori, allevatori e autotrasportatori contestano il caro carburante, i prezzi riconosciuti alla produzione e i danni provocati dalla fauna selvatica. Mobilitazione a Spezzano Albanese, Davoli Marina e allo svincolo di Pizzo. Disagi alla viabilità e tensioni sulla Statale 106


30 SET - COSENZA – Prosegue in Calabria la mobilitazione di agricoltori e operatori del comparto agricolo, scesi in strada per protestare contro l'aumento dei costi di produzione e le difficoltà economiche che interessano il settore. La protesta coinvolge diversi territori della regione e sta provocando ripercussioni sulla viabilità.


A Spezzano Albanese, da questa mattina, è attivo un presidio alla rotonda situata all'incrocio tra la SP 241 e la SS 283, nei pressi dell'Eurospin. La presenza dei manifestanti ha determinato blocchi e rallentamenti lungo le arterie interessate.


Alla mobilitazione partecipano agricoltori, allevatori e altri operatori della filiera, che chiedono l'attenzione delle istituzioni su una serie di problematiche considerate sempre più difficili da sostenere per le imprese. Tra i temi posti al centro della protesta figurano il costo del carburante, i prezzi riconosciuti ai produttori e i danni provocati dalla fauna selvatica.


A Spezzano Albanese i promotori del presidio hanno diffuso alcuni dati relativi all'aumento dei prezzi del carburante. Secondo quanto riportato dai manifestanti, il gasolio agricolo sarebbe passato da circa 0,88 euro al litro nel settembre 2025 a oltre 1,65 euro nel settembre 2026, con un incremento indicato nell'ordine dell'87,5%.


Per il gasolio per autotrazione, viene invece segnalato un aumento da circa 1,63 euro al litro a 2,20 euro, pari a circa il 35%.


Numeri che, secondo gli agricoltori, incidono direttamente sui costi delle aziende e sulla sostenibilità delle attività. Tra gli striscioni esposti durante il presidio compare anche la scritta “Ci vediamo alle urne”, a sottolineare la volontà dei manifestanti di portare le proprie rivendicazioni anche sul piano politico.


La protesta ruota attorno a diverse rivendicazioni. Oltre al costo del carburante, gli operatori contestano i prezzi riconosciuti alla produzione, ritenuti insufficienti rispetto alle spese sostenute dalle aziende.


Un altro tema riguarda i danni provocati dalla fauna selvatica, indicati dai manifestanti come una delle principali criticità per le attività agricole. A questo si aggiunge la questione delle importazioni dai Paesi extra-Ue, che secondo gli operatori avrebbe ripercussioni sul mercato e sulla remunerazione delle produzioni locali.


La mobilitazione non riguarda soltanto l'area di Spezzano Albanese. Altri presìdi sono stati organizzati in Calabria, tra cui quello di Davoli Marina, nel Catanzarese, lungo la Statale 106 Jonica, e iniziative in prossimità dello svincolo di Pizzo.


Proprio sulla Statale 106 si sono registrati momenti di tensione tra manifestanti e automobilisti rimasti bloccati durante il presidio. Secondo quanto riferito, alcuni automobilisti hanno contestato i disagi provocati dalla protesta, lamentando anche le difficoltà nel raggiungere i luoghi di lavoro.


La mobilitazione prosegue, dunque, in diversi punti della regione, mentre gli operatori chiedono interventi sui costi di produzione e sulle condizioni economiche del comparto, denunciando le difficoltà sempre maggiori nel garantire la sostenibilità delle attività agricole e delle imprese collegate.

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