Rapì una neonata a Cosenza, i periti confermano: “Era capace di intendere e di volere”
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23 FEB - COSENZA – Era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Lo hanno ribadito in aula i periti nominati dal giudice dell’udienza preliminare nel procedimento a carico di Rosa Vespa, la 52enne accusata di avere rapito una neonata di appena un giorno la sera del 21 gennaio 2025 da una clinica privata di Cosenza.
Nel corso dell’udienza odierna, gli esperti hanno confermato quanto già contenuto nella perizia depositata nei mesi scorsi. La prossima udienza è fissata per il 25 marzo, data in cui è attesa anche la sentenza con rito abbreviato.
Rosa Vespa è imputata per sottrazione di minore con l’aggravante di avere agito in un luogo sensibile. Secondo la ricostruzione investigativa, la donna si sarebbe presentata alla clinica Clinica Sacro Cuore accompagnata dal marito, Moses Omogo, 44 anni, sostenendo di dover prendere il figlio “Natan”, che avrebbe partorito nei giorni precedenti.
La posizione del marito è stata stralciata e potrebbe essere archiviata.
Stando a quanto accertato dagli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza, la donna avrebbe simulato una gravidanza per nove mesi, riuscendo a convincere i familiari. Avrebbe poi raccontato di essere andata a partorire da sola, evitando di mostrare il neonato con una serie di giustificazioni che, secondo l’accusa, sarebbero state credute in buona fede dai parenti.
La sera del 21 gennaio 2025, spacciandosi per un’infermiera, sarebbe riuscita a prelevare la piccola Sofia, che si trovava in clinica con la madre e la nonna.
Determinanti per le indagini sono state le immagini del sistema di videosorveglianza interno ed esterno alla struttura, che hanno ripreso la coppia mentre si allontanava a bordo dell’auto intestata a Omogo. Gli agenti sono così riusciti a risalire rapidamente all’identità dei due e a rintracciarli nella loro abitazione.
Al momento dell’irruzione, gli investigatori avrebbero trovato la donna, il marito e alcuni familiari intenti a festeggiare l’arrivo in casa del presunto “Natan”. La neonata, vestita con una tutina azzurra, è stata immediatamente recuperata e restituita ai genitori.
Il procedimento ora si avvia alla fase conclusiva: il 25 marzo è attesa la decisione del giudice.



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