Reggio Calabria, dalla discussione alla rissa: un 28enne in carcere, altre tre misure cautelari
La lite era iniziata in piazza Garibaldi ed è poi proseguita nel quartiere Archi. Secondo le indagini sarebbero stati utilizzati un coltello e una chiave svitabulloni: contestati rissa aggravata e tentato omicidio in concorso
18 SET - REGGIO CALABRIA – Dalla discussione alla violenta rissa, fino al ferimento di alcune persone. È quanto ricostruito dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, relativa a una lite avvenuta lo scorso 7 aprile nel centro della città.
Sono complessivamente quattro i giovani indagati per i reati di rissa aggravata e tentato omicidio in concorso. Nei loro confronti il Tribunale di Reggio Calabria ha disposto differenti misure cautelari: per un 28enne è stata stabilita la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri tre è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda sarebbe iniziata in piazza Garibaldi, dove sarebbe nata una discussione per motivi ritenuti futili.
La situazione sarebbe poi degenerata in una zona più isolata del quartiere Archi, dove il gruppo si sarebbe affrontato dando vita a una rissa.
Nel corso dello scontro, secondo gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile, sarebbero stati utilizzati anche un coltello e una chiave svitabulloni. Alcune delle persone coinvolte avrebbero riportato diverse lesioni, tra cui una ferita all’addome e una lesione al volto che avrebbe provocato uno sfregio permanente.
Gli investigatori, sotto il coordinamento della Procura reggina, hanno ricostruito le diverse fasi dell’aggressione attraverso gli accertamenti investigativi, arrivando a individuare i quattro giovani ritenuti coinvolti nella vicenda.
Sulla base degli elementi raccolti è stata quindi emessa dal Tribunale di Reggio Calabria l’ordinanza applicativa delle misure cautelari. Per il 28enne è stata disposta la custodia in carcere, mentre per gli altri tre indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le contestazioni dovranno ora essere valutate nelle successive fasi del procedimento.



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