“Return – Museo delle storie perdute”: il centro storico di Rende diventa una residenza artistica a cielo aperto
29 MAG - RENDE (CS) – Un museo diffuso e non convenzionale, costruito attraverso racconti, memorie e linguaggi artistici contemporanei per ridare voce alle storie dimenticate del territorio. È questo lo spirito di “Return – Museo delle storie perdute”, il progetto di rigenerazione culturale, sociale e narrativa ideato e promosso dal collettivo artistico ConimieiOcchi, giunto alla sua seconda edizione.
L’iniziativa trasformerà il centro storico di Rende in una vera e propria residenza artistica a cielo aperto, coinvolgendo cittadini, studenti, associazioni, artisti e operatori culturali in un percorso collettivo di riscoperta del patrimonio umano ed emotivo del borgo antico.

Il progetto punta a raccogliere frammenti di memoria attraverso laboratori di scrittura, interviste, esplorazioni urbane, attività intergenerazionali e performance artistiche. Tutto il materiale raccolto verrà poi restituito alla comunità sotto forma di installazioni sonore, opere grafiche, contenuti audiovisivi, performance partecipative e percorsi narrativi digitali.
“Return – spiegano gli organizzatori – vuole riscoprire e restituire, attraverso linguaggi artistici contemporanei, il patrimonio orale e culturale del centro storico di Rende, trasformando il quartiere in un laboratorio creativo permanente”.
Più che un semplice evento, il progetto si propone come un cantiere culturale aperto, capace di mettere in connessione il centro storico, il territorio urbano e l’Università della Calabria, alimentando una riflessione sulle trasformazioni sociali e sui luoghi marginali della Calabria contemporanea.
Il percorso artistico è già iniziato il 9 maggio con i primi incontri di ricerca e ascolto nel centro storico di Rende, realizzati anche grazie alla collaborazione con Auser. Tra i protagonisti dei primi laboratori Alessandro Rizzo, compositore di musica elettronica e soundscape, e lo scrittore Michele Trotta, impegnati nella raccolta di storie trasformate, perdute o dimenticate.
L’artista Delia Dattilo sta inoltre realizzando un’opera grafica ispirata al progetto, destinata a diventare simbolo e immagine rappresentativa di questa edizione di “Return”.
Tra i primi eventi confermati, il 9 giugno si terrà “Pasta nelle città”, progetto di ricerca visiva e relazionale nato dall’incontro tra la regista e performer Giulia Secreti e la fotografa Raffaella Arena. L’iniziativa metterà in dialogo i formati della pasta con gli elementi architettonici dei centri storici.
Il 21 giugno spazio invece a “M’a mpari? T’a mparo!”, sempre curato da Giulia Secreti: un laboratorio che trasforma la cucina in luogo di narrazione, memoria e immaginazione condivisa.
Dal 6 all’8 luglio il regista e sceneggiatore Saverio Tavano guiderà un laboratorio di scrittura performativa e ricerca interiore, mentre nei primi giorni di luglio saranno coinvolti anche studenti e studentesse dell’Università della Calabria in un percorso dedicato alle “storie sospese” e alle tracce lasciate dai cambiamenti sociali del territorio.
Il progetto si concluderà il 9 luglio con la mostra fotografica di Angelo Maggio dedicata al “Non finito calabrese”, un viaggio visivo nelle incompiute e nelle storie irrisolte della Calabria contemporanea.
“Return – Museo delle storie perdute” è organizzato in collaborazione con Pro Loco Arintha Centro Storico, Centro Women’s Studies Unical, Auser, Casa dei Diritti Sociali Focus Cosenza e Strade di Casa.
Gli organizzatori sottolineano inoltre l’importanza del sostegno istituzionale richiesto al Comune di Rende per consolidare un progetto che punta a generare continuità e attenzione verso il centro storico, attraverso iniziative culturali capaci di valorizzare il territorio e rafforzare il senso di comunità.



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