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Rissa all’Autostazione di Cosenza, cresce la rabbia di cittadini e commercianti: «Degrado ormai inaccettabile»

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13 MAG - COSENZA – Ancora violenza all’Autostazione di Cosenza. Nel pomeriggio di ieri, mentre la città era animata dall’entusiasmo per il passaggio del Giro d’Italia, l’area dei bus è stata teatro dell’ennesima rissa, riportando al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e del degrado urbano che da mesi interessa la zona.


Secondo le prime ricostruzioni, tre persone sarebbero rimaste coinvolte in una violenta aggressione scoppiata per futili motivi. In pochi istanti la discussione sarebbe degenerata tra calci, pugni e lanci di bottiglie di vetro davanti ai passeggeri in attesa dei pullman. Decisivo l’intervento di due volanti della Polizia di Stato, che hanno evitato conseguenze peggiori.


Ad avere la peggio sarebbe stato un giovane tunisino, rimasto ferito e con evidenti escoriazioni al volto e al corpo. Alla vista degli agenti, due dei coinvolti si sarebbero dati alla fuga, mentre il giovane aggredito, visibilmente provato, si sarebbe accasciato a terra. Successivamente è stato preso in carico dalle forze dell’ordine per gli accertamenti del caso.


L’episodio arriva a pochi giorni da un’altra aggressione avvenuta nella stessa area, quando un giovane aveva tentato di colpire il titolare di un kebab per poi danneggiare alcune auto in sosta, seminando il panico tra i presenti.


L’Autostazione continua così a essere uno dei punti più critici della città. Residenti, viaggiatori e commercianti denunciano da tempo una situazione diventata insostenibile, segnata non solo da risse e aggressioni, ma anche da episodi di spaccio, prostituzione e diffuso degrado urbano.


«Nonostante le numerose segnalazioni, gli interventi messi in campo finora non sono sufficienti a ristabilire condizioni di sicurezza e vivibilità», racconta un commerciante della zona. «La gente ha paura, molte persone evitano l’area e le attività commerciali stanno pagando un prezzo altissimo. Serve un intervento immediato e concreto prima che la situazione degeneri ulteriormente».

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