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Salma deteriorata all’obitorio di Rossano: Asp di Cosenza condannata a risarcire la famiglia

  • 29 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

29 MAG - CASTROVILLARI (CS) – Il Tribunale di Castrovillari ha condannato l’Asp di Cosenza a risarcire i familiari di una donna per il deterioramento della salma custodita nell’obitorio dell’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano. Il giudice ha riconosciuto la responsabilità esclusiva dell’azienda sanitaria per non aver adottato adeguate misure dopo il guasto della cella frigorifera destinata alla conservazione del corpo.


L’Asp dovrà corrispondere complessivamente 40mila euro ai parenti della donna, oltre agli interessi legali.


La vicenda risale al settembre del 2016, dopo la morte di una donna di 76 anni originaria di Longobucco, trovata senza vita nella propria abitazione. In seguito ad alcuni elementi ritenuti sospetti emersi durante i primi accertamenti, la Procura dispose l’autopsia per chiarire le cause del decesso.


La salma venne trasferita nella camera mortuaria dell’ospedale di Rossano in attesa dell’esame autoptico. Tuttavia, due giorni dopo, il consulente incaricato dalla Procura trovò il corpo in avanzato stato di decomposizione.


Secondo quanto riportato nella relazione tecnica acquisita agli atti, all’interno della cella frigorifera la temperatura avrebbe raggiunto valori compresi tra i 35 e i 40 gradi, incompatibili con il normale stato di conservazione della salma nel breve lasso di tempo trascorso.


Il medico legale segnalò inoltre la presenza di gas e insetti necrofagi, definendo la conservazione del corpo «gravemente anomala». Dagli accertamenti emerse che il malfunzionamento dell’impianto frigorifero sarebbe stato noto già dal 18 settembre 2016.


Nella sentenza, il giudice Eduardo Bucciarelli ha evidenziato come l’Asp di Cosenza non abbia provveduto né al trasferimento della salma in una cella funzionante né all’adozione di soluzioni alternative per garantirne la corretta conservazione.


Per il Tribunale, tale omissione ha determinato «la lesione del diritto dei familiari al rispetto della salma e del sentimento di pietà verso la persona defunta».


La sentenza ha invece escluso responsabilità a carico della società incaricata della manutenzione tecnica dell’impianto frigorifero.

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