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Sanità, De Cicco: “Senza merito si gioca sulla pelle dei cittadini. Scelta gravissima che mina la credibilità del sistema”

  • 31 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

31 MAG - COSENZA - In merito alla decisione di modificare il regolamento dell’ASP di Cosenza - Francesco De Cicco, Consigliere della Regione Calabria ha ribadito che - per il conferimento degli incarichi di Direzione di Dipartimento, riducendo il peso dei criteri oggettivi, comparativi e meritocratici, rappresenta un passaggio estremamente preoccupante per la sanità pubblica calabrese.


Quando si depotenzia il principio del merito nella selezione dei medici e dei dirigenti sanitari, si compie un errore che non è solo amministrativo, ma profondamente politico e sociale - continua De Cicco - . La qualità della sanità non è un tema astratto: incide direttamente sulla vita delle persone. E proprio per questo, rinunciare a criteri trasparenti e verificabili significa, nei fatti, giocare sulla pelle dei cittadini.


Nessuno contesta le prerogative dei vertici aziendali - incalza De Cicco - , ma è inaccettabile che la discrezionalità possa trasformarsi in un sistema percepito come svincolato da valutazioni comparative serie, da curricula, da competenze certificate e da risultati misurabili. La fiducia personale non può e non deve sostituire il merito. La sanità calabrese ha già pagato un prezzo altissimo in termini di inefficienze, disservizi e perdita di fiducia da parte dei cittadini. Proprio per questo sarebbe stato necessario rafforzare i meccanismi di selezione basati sulla competenza e sulla trasparenza, non indebolirli.


È indispensabile - continua De Cicco - che ogni nomina futura sia accompagnata da criteri chiari, pubblici e verificabili, perché solo così si può garantire che a guidare i reparti e i dipartimenti siano i professionisti più qualificati, nell’interesse esclusivo della collettività.


Continuerò a seguire con la massima attenzione questa vicenda, perché la sanità pubblica non può diventare terreno di scelte opache o di logiche che si discostano dal principio costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione.


Quando il merito viene messo in secondo piano, - conclude De Cicco - non si danneggia solo un sistema amministrativo: si mette a rischio la salute dei cittadini.

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