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Strage di Amendolara, fermati due braccianti agricoli: l’accusa è di omicidio plurimo aggravato

  • 2 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

Svolta nelle indagini sulla morte dei quattro lavoratori trovati carbonizzati in un’auto lungo la Statale 106. Il procuratore D’Alessio: «Individuati in tempi rapidissimi i soggetti gravemente indiziati»


02 GIU - AMENDOLARA (CS) – Arriva una prima importante svolta nelle indagini sulla tragedia di Amendolara, dove quattro braccianti agricoli di nazionalità pakistana sono stati trovati morti all’interno di un’autovettura completamente avvolta dalle fiamme in una stazione di servizio lungo il vecchio tracciato della Statale 106 Jonica.


Nella serata di ieri, gli investigatori hanno individuato e sottoposto a fermo due cittadini extracomunitari, anch’essi di origine pakistana e impiegati come lavoratori agricoli nella zona. I due sono accusati, a vario titolo, di omicidio plurimo e pluriaggravato.



A confermare il provvedimento è stato il Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, che ha spiegato come il pubblico ministero abbia emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti dei due soggetti al termine delle prime attività investigative.


«Le indagini – ha dichiarato il procuratore – sono state avviate immediatamente dopo il ritrovamento dei corpi e coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari con il supporto della Polizia di Stato e la piena collaborazione dell’Arma dei Carabinieri. Nel corso degli accertamenti iniziali, ricorrendone i presupposti di legge, il pubblico ministero ha disposto il fermo di due persone attualmente sottoposte a indagini».


D’Alessio ha voluto sottolineare il lavoro svolto dalle forze dell’ordine, evidenziando la rapidità con cui si è arrivati all’individuazione dei presunti responsabili.


«Merita di essere evidenziata la professionalità delle forze dell’ordine – ha affermato – che ancora una volta hanno operato in perfetto coordinamento, seguendo le direttive della Procura e riuscendo a individuare, a brevissima distanza temporale dai fatti, i soggetti gravemente indiziati del delitto di omicidio plurimo e pluriaggravato».

Nonostante il fermo dei due indagati, l’inchiesta resta aperta. Gli investigatori stanno continuando ad acquisire elementi utili per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e verificare eventuali ulteriori responsabilità.


La Procura mantiene il massimo riserbo sugli sviluppi investigativi. Per fare il punto sulla vicenda e fornire ulteriori dettagli, il procuratore D’Alessio ha convocato una conferenza stampa che si terrà domani, 3 giugno 2026, alle ore 16.00, presso la Questura di Cosenza.


L’obiettivo degli inquirenti è chiarire definitivamente le circostanze che hanno portato alla morte dei quattro braccianti e fare piena luce su una vicenda che ha profondamente scosso l’intera Calabria.

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