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Terrorismo, sospesa l'espulsione di un cittadino pakistano: il Tribunale di Catanzaro accoglie il ricorso della difesa

  • 28 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

28 GIU - CATANZARO – Il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro ha sospeso l'esecuzione del provvedimento di espulsione nei confronti di un cittadino pakistano, condannato in via definitiva per associazione con finalità di terrorismo e che aveva terminato di scontare la pena nel carcere di Rossano.


La decisione arriva dopo il ricorso presentato dagli avvocati Gianluigi Zicarelli e Alfredo Zicarelli, incaricati della difesa dell'uomo nel procedimento relativo all'allontanamento dal territorio nazionale.


In precedenza, il Magistrato di Sorveglianza di Cosenza aveva applicato la misura di sicurezza dell'espulsione, evidenziando la gravità del reato per il quale il cittadino pakistano era stato condannato dal Tribunale di Genova, con sentenza divenuta definitiva.


Secondo quanto ricostruito nel procedimento, l'uomo avrebbe fatto parte del cosiddetto "Gruppo Gabar", un'associazione accusata di perseguire finalità terroristiche attraverso attività di propaganda e reclutamento.


L'organizzazione, secondo gli atti giudiziari, avrebbe diffuso tramite piattaforme social come WhatsApp, TikTok, Facebook e YouTube video, immagini e documenti riconducibili ad azioni terroristiche, compresi contenuti relativi all'attentato di Parigi del 25 settembre 2020 e materiale finalizzato alla propaganda e al proselitismo.


Nel disporre l'espulsione, il magistrato aveva inoltre richiamato l'assenza di un domicilio stabile e di un'attività lavorativa in Italia, oltre alla presenza di ulteriori precedenti penali.


Contro il provvedimento gli avvocati Gianluigi e Alfredo Zicarelli hanno presentato appello al Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro.


Accogliendo le argomentazioni della difesa, il collegio ha disposto la sospensione dell'espulsione, ritenendo necessario valutare i rischi ai quali il cittadino pakistano potrebbe essere esposto in caso di rimpatrio.


Secondo quanto evidenziato nel provvedimento, per reati di terrorismo in Pakistan è prevista la pena di morte, mentre le condizioni del sistema penitenziario del Paese sono state ritenute tali da poter rappresentare un concreto pericolo per la vita e l'incolumità della persona.


La sospensione dell'espulsione non incide sulla condanna già definitiva, ma riguarda esclusivamente l'esecuzione della misura di sicurezza, in attesa delle ulteriori valutazioni previste dal procedimento.

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