Truffe online a nome della Polizia, false notifiche e minacce di procedimenti penali: l’allarme
- 9 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min
E-mail e messaggi contraffatti imitano convocazioni e atti giudiziari per spaventare le vittime. I truffatori accusano i destinatari di aver visitato siti o visualizzato contenuti illeciti e poi chiedono denaro per “chiudere” il procedimento
16 AGO - ROMA – Nuovo allarme della Polizia di Stato sulle truffe online che sfruttano il nome e l’immagine delle forze di polizia per raggirare i cittadini. I truffatori utilizzano comunicazioni costruite per sembrare notifiche ufficiali, convocazioni o atti giudiziari e fanno leva sulla paura di essere coinvolti in un procedimento penale.
La Polizia invita a prestare la massima attenzione e, soprattutto, a non cliccare sui link contenuti nei messaggi, non aprire eventuali allegati e non rispondere al mittente. È inoltre fondamentale non fornire dati personali, informazioni bancarie o credenziali di accesso.
Secondo quanto segnalato dalla Polizia di Stato, sono in circolazione e-mail fraudolente che riproducono graficamente comunicazioni istituzionali. Nei messaggi possono comparire i nomi e le firme del Capo della Polizia, di dirigenti o di responsabili di uffici e reparti delle forze dell’ordine.
L’obiettivo è convincere il destinatario che la comunicazione sia autentica. Per questo vengono utilizzati loghi, intestazioni, riferimenti a uffici realmente esistenti e altri elementi apparentemente ufficiali.
Il contenuto delle e-mail è studiato per generare paura. Alla vittima viene contestato, ad esempio, di aver visitato determinati siti internet o di aver visualizzato materiale pedopornografico o altri contenuti illegali.
Nel messaggio viene quindi chiesto di fornire spiegazioni o giustificazioni, prospettando l’avvio di un’indagine o di un procedimento penale. Una strategia che punta a spingere la persona ad agire rapidamente, senza verificare l’autenticità della comunicazione.
Una volta stabilito il contatto con la vittima, la truffa può proseguire con una seconda comunicazione. In questa fase viene richiesto il pagamento di una somma di denaro con la promessa di evitare, concludere o estinguere il procedimento.
È proprio la combinazione tra l'urgenza della richiesta e la minaccia di possibili conseguenze giudiziarie a rappresentare uno degli strumenti principali utilizzati dai truffatori.
Anche i dati del mittente possono essere falsificati, così da far apparire l'e-mail come proveniente realmente da un'autorità di polizia.
Di fronte a comunicazioni di questo tipo, la Polizia raccomanda di non rispondere, non cliccare sui link e non aprire gli allegati. Allo stesso modo, non devono essere comunicati dati personali, credenziali o informazioni finanziarie.
Per verificare eventuali comunicazioni sospette e ottenere ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale del Commissariato di P.S. Online, raggiungibile all’indirizzo www.commissariatodips.it.
La regola fondamentale, dunque, è non lasciarsi condizionare dalla paura: una comunicazione che minaccia conseguenze penali e chiede un pagamento per evitare un procedimento deve essere considerata con estrema cautela e verificata attraverso i canali ufficiali.



Commenti