Calabria tra siccità e alluvioni: lo studio dell’Unical svela il “paradosso mediterraneo”
- 18 mag
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18 MAG - RENDE (CS) – Meno piogge durante l’anno, ma fenomeni meteo sempre più estremi e violenti. È il nuovo volto del clima in Calabria, dove siccità prolungate e improvvise alluvioni convivono in un equilibrio sempre più fragile. A spiegare quello che gli studiosi definiscono il “paradosso mediterraneo” è una ricerca condotta dal Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Università della Calabria nell’ambito del progetto Tech4You, ecosistema dell’innovazione finanziato con fondi PNRR.
La ricerca porta la firma degli studiosi Alfonso Senatore, Luca Furnari, Gholamreza Nikravesh, Jessica Castagna e Giuseppe Mendicino ed è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Hydrology and Earth System Sciences. Al centro dell’analisi c’è il progressivo surriscaldamento del Mar Mediterraneo e il suo impatto diretto sugli eventi atmosferici estremi che interessano la Calabria e l’intero Sud Italia.
Secondo i ricercatori, il mare sempre più caldo agisce come un potente “motore energetico”, capace di trasformare normali precipitazioni in nubifragi improvvisi e particolarmente intensi.
Per comprendere il fenomeno, il team dell’Unical ha analizzato 20 eventi piovosi verificatisi in Calabria nell’autunno del 2019, utilizzando sofisticati modelli meteorologici ad alta risoluzione. Gli studiosi hanno simulato tre diversi scenari climatici: uno con temperature marine simili agli anni ’80, uno corrispondente alla situazione attuale e un terzo con il Mediterraneo più caldo di circa 3 gradi, ipotesi ritenuta plausibile nei futuri scenari climatici.
I risultati dello studio evidenziano come l’aumento della temperatura del mare renda più frequenti e violenti gli eventi meteorologici estremi. In pratica, il Mediterraneo surriscaldato fornisce l’energia necessaria affinché piogge moderate si trasformino rapidamente in precipitazioni torrenziali.
Lo studio chiarisce anche un altro aspetto cruciale per il territorio calabrese: pur diminuendo la quantità totale di pioggia annuale, cresce la concentrazione delle precipitazioni in periodi molto brevi. Questo favorisce alluvioni lampo, smottamenti e dissesto idrogeologico, fenomeni che negli ultimi anni hanno colpito con crescente frequenza diverse aree della regione.
Secondo i ricercatori, negli eventi moderati il calore del mare tende a spingere le precipitazioni verso la terraferma, mentre nei casi più estremi i picchi di pioggia si concentrano spesso sul mare aperto, generando comunque effetti devastanti lungo le coste e nei bacini fluviali.
“Comprendere i meccanismi che trasformano una pioggia ordinaria in un evento alluvionale rappresenta il primo passo per costruire sistemi di prevenzione realmente efficaci”, spiegano i ricercatori dell’Unical.
Grazie alle risorse del PNRR e al lavoro sviluppato attraverso Tech4You, lo studio punta a fornire strumenti concreti alle istituzioni e alla Protezione Civile per affrontare un futuro climatico sempre più complesso e caratterizzato da eventi estremi sempre più frequenti.



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