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Cosenza, neonato salvato con l’ECMO: decisiva la rete HUB–SPOKE e l’intervento interregionale

  • 1 giorno fa
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18 FEB - COSENZA – Un intervento ad altissima complessità clinica, una rete sanitaria integrata e una cooperazione interregionale hanno permesso di salvare la vita a un neonato in gravissima crisi respiratoria, nato presso l’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale spoke di Castrovillari, in provincia di Cosenza.


Subito dopo il parto, il piccolo ha manifestato una severa compromissione respiratoria dovuta ad aspirazione di meconio, evoluta in sindrome da distress respiratorio. Determinante è stato il tempestivo intervento del Servizio di Trasporto in Emergenza del Neonato (STEN), afferente alla Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, diretta dal dottor Gianfranco Scarpelli.


Il neonato è stato stabilizzato e trasferito d’urgenza nella TIN di Cosenza, dove sono state immediatamente attivate terapie intensive avanzate: ventilazione meccanica ad alta frequenza, somministrazione di surfattante e ventilazione con ossido nitrico.


Nonostante i trattamenti convenzionali, il quadro clinico è rimasto critico, con una grave insufficienza cardiorespiratoria. Dopo la valutazione specialistica della dottoressa Maria Lucente, responsabile della UOSD di Cardiologia Pediatrica Perinatale e delle Cardiopatie congenite, è stata posta indicazione al trattamento con ECMO (Extra Corporeal Membrane Oxygenation), tecnica salvavita di circolazione extracorporea utilizzata nei casi di insufficienza cardiaca o respiratoria potenzialmente reversibile.


È stato quindi attivato il Centro Nazionale ECMO Mobile Unit della Rete RESPIRA del Ministero della Salute, gestito dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che per prossimità territoriale ha coinvolto il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina guidato dal dottor Salvatore Agati.


L’équipe multispecialistica – composta da cardiochirurghi, anestesisti, perfusionisti, infermieri e tecnici – ha raggiunto Cosenza ed eseguito l’impianto dell’ECMO, con un immediato miglioramento delle condizioni cliniche del piccolo. Successivamente il neonato è stato trasferito a Taormina per la prosecuzione delle cure specialistiche.



«L’intervento rappresenta un esempio concreto di alta specializzazione clinica e integrazione dei servizi», ha dichiarato il direttore del Dipartimento Materno Infantile, Scarpelli, sottolineando come la sinergia tra strutture HUB e SPOKE e le eccellenze nazionali abbia fatto la differenza.


Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera e commissario straordinario dell’Asp, Vitaliano De Salazar, che ha evidenziato «il valore strategico dell’organizzazione in rete, strumento operativo capace di salvare vite umane anche nelle condizioni cliniche più complesse».


Un caso che conferma l’importanza di modelli organizzativi avanzati e di una sanità strutturata in rete, capace di garantire risposte tempestive anche nelle emergenze neonatali più critiche.

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