Emergenza idrica in Calabria: Cia lancia l’allarme sui bacini della Sila e chiede un piano straordinario
- 13 apr
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13 APR - CATANZARO - La gestione delle risorse idriche in Calabria torna al centro delle preoccupazioni. La Cia – Agricoltori Italiani della Calabria denuncia una situazione critica, con particolare riferimento ai bacini della Sila, che rischiano il collasso in assenza di interventi strutturali e di una pianificazione adeguata.
Nonostante le recenti precipitazioni, spesso di carattere alluvionale, l’organizzazione sottolinea come queste non abbiano garantito una ricarica efficace delle falde. Al contrario, si teme un utilizzo eccessivo e poco controllato dell’acqua accumulata, proprio mentre si prospettano nuove stagioni segnate dalla siccità.
Secondo la Cia Calabria è indispensabile stabilire una chiara gerarchia nell’uso dell’acqua: priorità assoluta al consumo potabile, quindi all’agricoltura e solo successivamente agli altri impieghi. Disperdere risorse preziose, lasciando che l’acqua finisca in mare o venga utilizzata in modo improprio, rappresenta un rischio che il territorio non può più permettersi.
A questa criticità si aggiunge lo stato delle infrastrutture idriche, definite “colabrodo” a causa delle ingenti perdite lungo la rete. L’associazione chiede interventi urgenti per l’ammodernamento delle condotte, evidenziando come sia inaccettabile che l’acqua venga dispersa prima ancora di raggiungere abitazioni e campi.
Tra le priorità indicate vi è anche la manutenzione del territorio, a partire dalla pulizia di fiumi e torrenti. Le alluvioni degli ultimi anni hanno dimostrato come l’abbandono degli alvei fluviali aumenti il rischio idrogeologico. La rimozione di vegetazione, alberi e detriti è considerata fondamentale per garantire il corretto deflusso delle acque e prevenire esondazioni.
Gli agricoltori ribadiscono la necessità di puntare sulla prevenzione, preferendola agli interventi di ristoro successivi a danni spesso gravi e irreparabili. Per questo, la Cia Calabria sollecita gli enti competenti a superare la logica dell’emergenza e ad adottare una strategia strutturale, programmata e lungimirante per la gestione delle risorse idriche.



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