Rende rilancia i centri sociali: approvato il regolamento per spazi di aggregazione e cittadinanza attiva
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19 MAG - RENDE (CS) – Nuova vita per i centri sociali cittadini a Rende. Con la pubblicazione del regolamento comunale sui Centri di Aggregazione Sociale (Cas), l’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Principe avvia un progetto di rilancio degli spazi pubblici dedicati alla socialità, alla partecipazione e alle attività culturali nei quartieri della città.
Il provvedimento consente di restituire alla collettività due strutture storiche, il Centro Sociale Dattoli e il Centro Sociale Lanzino di Saporito, che – secondo quanto evidenziato dal Comune – al momento dell’insediamento dell’attuale amministrazione risultavano utilizzati come archivi o depositi.
Dopo circa undici mesi di lavoro amministrativo, il Comune punta ora a creare una rete sempre più ampia di centri di aggregazione sul territorio. Attraverso future delibere di Giunta, infatti, saranno individuati altri immobili comunali o spazi concessi gratuitamente da soggetti terzi da destinare alle attività sociali e associative.
L’obiettivo dichiarato è quello di diffondere i Centri di Aggregazione Sociale nel maggior numero possibile di quartieri, creando luoghi stabili di incontro e partecipazione per cittadini, giovani, famiglie e associazioni.
Il nuovo regolamento definisce i centri sociali come spazi laici, aperti e inclusivi, pensati per favorire la cittadinanza attiva, la promozione sociale e il dialogo interculturale e intergenerazionale.
Alle attività promosse nei Cas potranno partecipare associazioni del Terzo Settore, realtà del volontariato e organizzazioni non profit. All’interno delle strutture sarà possibile organizzare iniziative culturali, artistiche, educative, ricreative, ambientali, scientifiche e sociali, oltre ad assemblee pubbliche e servizi di prossimità e solidarietà.
Secondo l’amministrazione comunale, i Centri di Aggregazione Sociale rappresenteranno punti di riferimento per il territorio e strumenti concreti per rafforzare la coesione sociale e il benessere della comunità, recuperando la tradizione riformista della partecipazione e della socialità diffusa.



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