Stadio Marulla, il Consiglio di Stato dà ragione al Cosenza. Caruso e Mazzuca: «Rispettiamo la decisione»
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Sospeso il provvedimento del Comune che prevedeva lo stop all’utilizzo dell’impianto per 18 mesi. L’Amministrazione dovrà ora individuare soluzioni per conciliare i lavori con lo svolgimento delle partite
02 SET - COSENZA – La vicenda dello stadio “San Vito-Marulla” cambia nuovamente direzione dopo la decisione del Consiglio di Stato, che ha accolto l’appello cautelare presentato dal Cosenza Calcio contro il provvedimento con cui il Comune aveva sospeso la concessione dell’impianto in vista dei lavori di restyling.
Una decisione che impone ora all’Amministrazione comunale di valutare soluzioni alternative allo stop totale dello stadio, così da consentire al Cosenza di continuare a disputare le gare interne mentre prosegue il cantiere.
Dopo l’ordinanza dei giudici amministrativi sono intervenuti il sindaco Franz Caruso e il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca.
«Prendiamo atto della decisione del Consiglio di Stato e non possiamo fare altro che adeguarci all’ordinanza dell’organo giurisdizionale», hanno dichiarato.
I due esponenti dell’Amministrazione hanno quindi difeso l’operato del Comune: «Non possiamo rimproverarci nulla, in quanto abbiamo fatto tutto ciò che ritenevamo giusto fare nelle condizioni date. Ora siamo in presenza della decisione di un giudice che possiamo anche non condividere, ma che rispettiamo».
La svolta è arrivata dalla Settima Sezione del Consiglio di Stato, che con l’ordinanza n. 03661/2026, pubblicata il 2 settembre, ha sospeso l’efficacia del precedente provvedimento e accolto l’istanza cautelare del Cosenza Calcio.
La società rossoblù aveva contestato la decisione del Comune di interrompere l’utilizzo dell’impianto per un periodo di 18 mesi, in concomitanza con l’avvio dei lavori di riqualificazione.
Per i giudici di Palazzo Spada, una sospensione così prolungata avrebbe potuto provocare «conseguenze irreversibili per la società appellante in termini di immagine, di risultati sportivi ed economici».
Il provvedimento è stato assunto nella camera di consiglio del 1° settembre, con il collegio presieduto dal magistrato Massimiliano Noccelli e la consigliera Rosaria Maria Castorina in qualità di relatrice.
Tra gli aspetti valutati dal Consiglio di Stato c’è anche l’eventuale trasferimento delle partite casalinghe del Cosenza allo stadio di Crotone.
Una soluzione che, secondo i giudici, presenta diverse criticità. Innanzitutto la distanza tra i due capoluoghi, superiore ai 100 chilometri, alla quale si aggiunge l’assenza di collegamenti ferroviari diretti e stabili. A questo si somma la storica rivalità tra le due tifoserie, elemento che potrebbe determinare ulteriori problemi sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Per queste ragioni, l'utilizzo dello stadio pitagorico viene considerato di «difficile praticabilità».
Il Consiglio di Stato non mette in discussione la necessità di garantire la sicurezza durante l’esecuzione dei lavori, definita prioritaria e inderogabile, ma invita il Comune a individuare modalità che permettano di conciliare il cantiere con lo svolgimento delle gare.
Tra le possibili soluzioni indicate nell’ordinanza figurano specifiche prescrizioni di sicurezza, una limitazione temporanea e programmata della capienza, una netta separazione tra le aree interessate dai lavori e quelle destinate agli spettatori e una diversa programmazione delle attività di cantiere.
Indicazioni che, secondo il provvedimento, erano già contemplate nella documentazione relativa alla gara d’appalto, nella quale veniva valorizzata anche la capacità dell’impresa aggiudicataria di garantire la continuità delle attività sportive durante l’esecuzione delle opere.
Dopo l’accoglimento dell’appello cautelare, gli atti sono stati trasmessi nuovamente al TAR Calabria, che in primo grado aveva respinto il ricorso del Cosenza Calcio, per la sollecita fissazione dell’udienza di merito.
Il club rossoblù è stato assistito nel procedimento dagli avvocati Francesco Antonio Caputo, Flavio Iacovone e Bernardo Giorgio Mattarella. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.
L’ordinanza del Consiglio di Stato riapre così concretamente la possibilità per il Cosenza di giocare le proprie partite al “San Vito-Marulla”. Ora la palla passa al Comune, ai tecnici e all’impresa impegnata nei lavori, chiamati a individuare in tempi rapidi una soluzione che permetta di far convivere le esigenze del cantiere con quelle del campionato.



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